L’Occidente è morto. Nel mondo scoppiano conflitti, si annunciano catastrofi varie, dal clima, all’immigrazione incontenibile, autentica polveriera sociale, alle nuove povertà, e i ragazzi (in buona compagnia di tanti adulti), stanno 19 ore al giorno sul cellulare, in una realtà a metà parallela, a metà distopica.
Immaginiamoci se scoppiasse una guerra. Pensiamo alla scena grottesca: le ragazze per la prima volta, a dispetto dell’uguaglianza di genere, diserterebbero, ribadendo l’importanza, ma solo emergenziale ed episodica, del patriarcato.
E i bambocci di casa nostra, viziati, figli delle mamme con “la Sindrome della Fata Turchina”, da un lato, dovrebbero rispondere continuamente al telefono per rassicurarle dal fronte; dall’altro, cimentarsi nel pericolo a suon di selfie e di ordini al cinese, per compensare la loro ansia congenita e scongiurare i loro sistematici attacchi di panico. Tanto le pallottole, i droni, le bombe, per loro sono video-giochi. E al telefono direbbero tre cose: o non vedo la guerra, oppure che figata (deficit cognitivo), oppure non capisco le ragioni del mio impegno militare (deficit culturale e politico).
Prendiamo altre prove, quasi comiche, attinte dalla mera cronaca quotidiana, che dimostrano in modo inequivocabile la fine di una civiltà, dei suoi significati, dei suoi valori e obiettivi.
In Spagna è stata approvata una legge che dichiara il concepito membro del nucleo familiare. In Italia l’impegno del legislatore è ed è stato finora, considerare il cane membro del nucleo familiare.
E ancora: se cammino per i marciapiedi romani, sento parlare tante lingue, meno l’italiano. Se entro in banca, cosa che mi è accaduta realmente, portando il casco, vengo guardato con sospetto (se lo metto in testa chiamano giustamente la Polizia); se invece, come ho visto direttamente, entra una donna col velo, è normale rispetto per le altre identità religiose. E’ tolleranza, buonismo, assenza di disposizioni vere. Si chiama “sicurezza a due velocità”.
E ancora: fermati i lavori per l’Alta Velocità in Italia in due zone altamente strategiche: in Puglia (tratta Foggia-Bari), “perché nidifica l’uccello fratino”. Nella tratta Brescia-Verona “perché nidifica l’uccello gruccione”.
A Pordenone una cornacchia aggrediva chiunque passasse sotto i suoi alberi. In parecchi casi ha ferito donne e ragazzi. Ma un “Comitato in difesa della cornacchia” ne ha impedito la soppressione.
E questo tanto per non ricordare la difesa ideologica e mistica dell’orso, che sta simpatico pure a me, ma non al punto di preferire la morte delle persone, come è accaduto in Val di Sole, al povero malcapitato Andrea Papi.
E ancora, altri episodi cui ho assistito: una signora con tanto di Repubblica in tasca ha rimproverato un negoziante colpevole di aver pulito il marciapiede davanti al proprio esercizio, con la varecchina, perché la sostanza avrebbe potuto avvelenare la sua cagnetta. Meglio quindi, una città esaltata dall’olezzo di urina e deiezioni canine. Però siamo tutti ecologisti e rispettosi degli animali.
Presso il lago di Bracciano, un cucciolo di pipistrello si era incastrato dentro un ombrellone chiuso. Una famigliola si è improvvisata “operatrice volontaria di salvezza dell’animale”. Una signora corpulenta lo ha fotografato, emettendo vocalizzi da vocina materna come quando si parla a un neonato, o a un piccolo bambino; e un signore lo ha liberato, accudito, tenendolo nel palmo della mano, e lo ha dissetato. La psicosi-Covid già passata di moda?
In piscina dove ogni tanto vado a fare un po’ di movimento e trovare un po’ di refrigerio, ho assistito a una scena grottesca: accompagnatori di un campo scuola-vacanze, che tengono i bambini delle elementari per il tempo libero, improvvisare un gioco per tenerli occupati. Quale gioco? “Pettinatevi”. E la scena riprodotta, un affresco puro “stile-gender in fieri”: bambine bravissime a pettinare altre bambine e maschietti imbarazzati a fare lo stesso mestiere (ovviamente l’antica arte e professione dell’acconciatore qui non è minimamente messa in discussione).
Se ci si sposta verso la spiaggia, non è più una novità, la zona è totalmente occupata da cafoni con mille tatuaggi e compagne, moglie, fidanzate, “modello-Temptation Island” (labbra siliconate, abbronzature africane e costumi interdentali). Musica, palloni e voci a tutto volume, piedi e note. E gli altri non esistono.
E i radical-chic? Tutti contenti della riapertura (pure se ciclica) dello Stretto di Hormuz: così possono andare in vacanza, abbeverare le loro utilitarie, alla faccia dei diritti degli iraniani, che gli stessi, comodamente seduti sul divano, hanno espresso, con la fierezza tipica delle anime candide pure, giuste, perfette, progressiste, che solo loro incarnano (la superiorità etica).
Anime candide che se per caso un gioielliere si difende dai rapinatori, o un cittadino oltrepassa un posto di blocco, sono pronti a scagliarsi contro il fascismo che ritorna, la giustizia “fai da te”, la repressione della Polizia che spara, che non si comporta da Stato di Diritto (disarmato), in perfetta coerenza storica col “diritto diseguale”, tradotto “marxismo giuridico” (l’ambiente che determina la coscienza): un reato viene sanzionato in modo diverso a seconda del luogo dove è stato commesso (il pauperismo), o a seconda delle condizioni psichiche ed economiche di chi l’ha commesso (si legga, immigrato).
Domanda. Possiamo accettare il fatto che dopo ogni partita che veda impegnate le squadre magrebine, alcune metropoli europee debbano stare in ansia per i sicuri scontri pretestuosi da sommossa urbana? O rivedere la scena schifosa di italiani di “seconda generazione” che si comportano da padroni sotto il Colosseo, costringendo le nostre Forze dell’Ordine ad indietreggiare?
Dulcis in fundo, ma non dulcis, la sentenza particolare e singolare che ha assolto un italiano di 55 anni, residente in provincia di Cremona, con formula piena (“perché il fatto non sussiste”) dall’accusa di guida in stato di ebbrezza, in quanto il suo organismo produce normalmente alcol, pur non bevendo. Fermo restando la validità scientifica che ha indotto il Tribunale, con prove specifiche, a giungere a tale decisione, speriamo che la cosa non faccia da precedente per qualche giustificazione di massa e di troppo. Come dire, “dalla scuola elitista”, “alla scuola etilista”.
Infine, il passaggio dal particolare (l’Italia) al generale (Europa) è facile: una Ue senza capo né coda, senza principi fondanti, solo interessi economici e lobbistici, capace di essere tollerante con i migranti e i deboli, ma imperativa se non mangi i grilli, la carne sintetica, se non fai le case green (si veda la recente procedura di infrazione verso i 27 paesi che non hanno aderito all’obbligo di coibentazione, cappotto termico e fonti rinnovabili da installare a 360 gradi); inflessibile se non ti riarmi o come in precedenza, non ti vaccini o non adotti l’euro.
Tutte notizie ed elementi chiarissimi che ci portano a dire che abbiamo già perso. Dall’interno. Pronti a nuove invasioni: da fuori e da dentro. Tanto noi pensiamo al divertimento (da disperati e soli) e al consumismo (da compulsivi). Miti nemmeno reali, ma virtuali. Peggio di così.
L’Occidente è morto e io non mi sento bene. Tutte le prove. Leggere per credere



