Il mondo dello sport è in lutto per la scomparsa di Franco Baresi, uno dei più grandi difensori della storia del calcio, capitanissimo del Milan e icona della Nazionale Italiana. Dopo la fake news che era stata diffusa da smentita dalla società rossonera oggi è proprio il club meneghino a confermare la scomparsa del fuoriclasse a soli 66 anni affetto da un nodulo polmonare per il quale era stato operato.
Addio a Franco Baresi, il comunicato ufficiale dell’AC Milan
“La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura”.
Una Carriera Leggendaria in Rossonero
Nato a Travagliato l’8 maggio 1960, Franco Baresi ha legato l’intera carriera professionistica all’AC Milan, dal suo esordio nel 1978 fino al ritiro nel 1997. In 20 anni ha collezionato ben 719 presenze ufficiali, indossando la fascia da capitano per 15 stagioni. In suo onore, la società rossonera ha ritirato la maglia numero 6, la prima ritirata nella storia del club.
Sotto la sua guida sul terreno di gioco, il Milan ha vissuto le epoche storiche di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, conquistando: 6 Scudetti (1978-79, 1987-88, 1991-92, 1992-93, 1993-94, 1995-96), 3 Coppe dei Campioni / UEFA Champions League (1988-89, 1989-90, 1993-94), 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990), 3 Supercoppe UEFA e 4 Supercoppe Italiane
L’Impresa Azzurra
Con la maglia dell’Italia ha partecipato a tre edizioni dei Mondiali: è stato Campione del Mondo a Spagna 1982, terzo a Italia ’90 e vicecampione a USA ’94. Rimane iconica la sua prestazione nella finale di Pasadena del 1994, disputata a tempi record a soli 25 giorni da un intervento al menisco. Se ne va un campione assoluto che solo pochi mesi fa aveva portato la fiaccola olimpica alle Olimpiadi di Milano Cortina sul terreno del gioco del suo San Siro insieme a Beppe Bergomi. Un ultimo abbraccio in quello stadio dove è diventato icona immortale.



