Ranucci, Rai vicina al verdetto su Report: c’è l’ipotesi sospensione

mercoledì, 12 Agosto 2026
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Il Comitato etico della Rai si avvia a chiudere la relazione sul futuro di Sigfrido Ranucci alla guida di Report. Tra gli scenari considerati c’è anche quello della sospensione del giornalista, mentre una decisione definitiva da parte dell’azienda è ancora attesa. Il dossier arriva al passaggio conclusivo in un clima reso ancora più delicato dalle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che ha chiesto la sospensione del conduttore in attesa che venga fatta chiarezza sulla vicenda.

I possibili scenari per il programma

Qualora la Rai optasse per una linea più rigorosa nei confronti di Ranucci, Viale Mazzini dovrebbe valutare come garantire la continuità di Report e della sua formula d’inchiesta. Tra le ipotesi figura quella di mandare in onda la nuova stagione come contenitore di inchieste già registrate, senza affidare necessariamente la conduzione a una figura unica. Una soluzione che consentirebbe all’azienda di prendere tempo in vista della stagione successiva e di valutare nel frattempo eventuali alternative.

Tra le opzioni c’è anche l’ipotesi di una doppia conduzione, con una formula pensata per ridurre la centralità del singolo conduttore e riportare maggiore equilibrio nella gestione del programma e della redazione.

Il quadro resta tuttavia politicamente sensibile. Un eventuale allontanamento di Ranucci potrebbe infatti alimentare il confronto sul rapporto tra il servizio pubblico e la politica, soprattutto dopo l’intervento di Salvini. Le dichiarazioni del vicepremier hanno inoltre provocato reazioni da parte di esponenti dell’opposizione, con Pd e Avs che hanno espresso sostegno al giornalista.

Le contestazioni: dai rapporti con Lavitola alla riservatezza

Al centro dell’attenzione del Comitato ci sono anche gli elementi emersi nell’ambito delle indagini della Procura relative a Valter Lavitola. Secondo quanto emerge dagli atti giudiziari citati nella vicenda, Ranucci risulterebbe estraneo a un eventuale accordo con Lavitola sui contenuti della trasmissione e sarebbe stato considerato una persona offesa nell’ambito dell’inchiesta.

Diverso il discorso per i rapporti interni all’azienda e per il profilo deontologico: qui va ancora valutato quanto emerso sui contatti tra il conduttore e Lavitola e sulla natura delle comunicazioni intercorse tra i due. È su questi aspetti, insieme agli altri elementi raccolti, che la Rai dovrà compiere le proprie valutazioni, tenendo distinti il piano delle responsabilità penali da quello disciplinare e aziendale.

Un altro capitolo riguarda la riservatezza di documenti e comunicazioni interne. Secondo quanto ricostruito nell’ambito della vicenda, Ranucci avrebbe trasmesso a Lavitola alcuni documenti aziendali, tra cui lettere di richiamo del direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini, comunicazioni dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi e messaggi relativi a un possibile avvicendamento con il collega Federico Ruffo.

Sarà ora il Comitato etico a valutare la rilevanza di questi elementi e a trasmettere le proprie conclusioni. Resta da capire se quanto emerso sarà ritenuto sufficiente dalla Rai per intervenire sull’incarico di conduzione oppure se l’azienda preferirà attendere ulteriori sviluppi giudiziari prima di assumere una decisione definitiva.

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