Novità sul fronte dei dublinanti. Da Berlino arriva la conferma che i trasferimenti verso l’Italia continueranno: “Siamo un po’ sorpresi dall’agitazione suscitata dalla questione e dalle divergenze con Roma anche perché Germania e Italia già da tempo collaborano bene sulla questione migratoria e sulla implementazione del sistema di asilo comune: nell’autunno 2025 abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia, stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall’entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo, a giugno 2026. E questo significa che le espulsioni saranno eseguite anche verso l’Italia”. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero dell’Interno tedesco, replicando a una domanda sul trasferimento in Italia dei migranti soggetti al regolamento di Dublino, i cosiddetti “dublinanti”. La portavoce ha poi aggiunto: “Al momento si tratta principalmente dei casi successivi all’entrata in vigore del nuovo Patto Ue”. Nonostante i numeri siano ai minimi storici, il tema dell’immigrazione continua a occupare un posto centrale nel dibattito politico europeo. Le parole della portavoce di Berlino si riferiscono, in particolare, al caso di una cittadina somala che, dopo aver presentato domanda di protezione in Germania, è risultata essere entrata nell’Unione europea attraverso la frontiera italiana. Alla luce del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, sottoscritto dai 27 Stati membri ed entrato in vigore il 12 giugno scorso, spetta all’Italia esaminare la richiesta di protezione. Berlino aveva già annunciato che il trasferimento della richiedente asilo sarebbe avvenuto il prossimo 19 agosto. Al di là delle tensioni politiche e diplomatiche, si tratta comunque di una vicenda dai numeri contenuti: nel complesso, sono poche decine le persone coinvolte nella questione. Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha commentato di non credere sussista un problema con la Germania in tema di dublinanti “perché c’è tutta la questione delle navi Ong battenti bandiera tedesca che hanno fatto sbarcare migranti in Italia”. In breve, si punta a una sorta di compensazione: se la Germania dovesse rispedire in Italia alcuni richiedenti asilo, altrettanti potrebbero compiere il percorso inverso, alimentando così un possibile meccanismo di trasferimenti reciproci tra i due Paesi. Nel frattempo, Madrid teme avvenga un ulteriore assalto di migranti all’exclave di Ceuta il 15 agosto, motivo per cui ha adottato diverse misure: dal rafforzamento dei controlli al confine terrestre con il Marocco all’invio nell’area di unità della Marina militare. Anche dall’altra parte della barriera, il governo di Rabat ha assicurato la propria collaborazione. Sul fronte italiano, invece, Meloni ha richiamato un rapporto dei servizi segreti secondo cui, tra i migranti ammassati alla frontiera di Ceuta, potrebbero nascondersi anche elementi legati al terrorismo, intenzionati a entrare in Europa. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che la sospensione parziale dell’accordo di Schengen nei confronti della Spagna resterà in vigore almeno fino a Ferragosto. Nella giornata di ieri non sono mancate le critiche dirette al governo di Pedro Sanchez: “l’Italia non agisce per motivi elettorali, la Spagna forse sì”.
La Germania senza mezze misure: “Le espulsioni dei dublinanti verso l’Italia si faranno”
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