Legge elettorale: la maggioranza sul filo di lama per le preferenze, poi si compatta. Via libera ai capilista bloccati

venerdì, 11 Settembre 2026
2 minuti di lettura
Senato
foto us FdI al Senato su cartelli esposti in aula dopo il voto emendamento di maggioranza sulle preferenze, sulla legge elettorale (sta uscendo al notizia)

Sulla legge elettorale la sbandata c’è stata, anche piuttosto preoccupante, con il centrodestra alle prese che l’emendamento-trappola del Pd che introduceva le preferenze pure, ma alla fine la maggioranza si è ricompattata e al Senato, dopo una giornata di fuoco, ha votato l’emendamento che prevede i capilista bloccati.  

Fdi che avrebbe preteso di più dal provvedimento festeggia con i cartelli in aula con le scritte «Con noi le preferenze, con loro zero preferenze» e la premier Giorgia Meloni che sui social incalza: «Le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile”. Ma è l’epilogo, come detto, dell’ennesima giornata vissuta sul filo di lama. Rientrano le tensioni e non va a segno l’emendamento insidioso delle opposizioni, ma i prossimi scogli già si intravedono all’orizzonte. Uno è certamente quello delle quote di genere. L’emendamento approvato dalla maggioranza fa saltare, infatti, le quote previste per i capilista nel Rosatellum. Un punto che, in passato, aveva visto la protesta di diverse parlamentari, anche di maggioranza. Altra questione destinata a creare polemica è, poi, quella inserita nella norma per cancellare quella “anti-cespugli”, che eliminerà qualsiasi soglia di voti per contribuire al premio, che prevede un deciso aumento delle firme per chi entra per la prima in volta in Parlamento.

Un «norma truffa della casta» l’ha definita Giuseppe Conte. Il nodo più grosso, almeno per il momento, sembra superato, ma non senza fibrillazioni. In mattinata, infatti, si confermava in Transatlantico la notizia che Fdi stava valutando gli emendamenti di opposizione sulle preferenze. Vannacci dai social lanciava la sfida: «Siano coerenti, le votino». Ma Fi e Lega rispondevano con un fermo no: o si va sull’emendamento su cui c’è un accordo o salta tutta la legge. Ma che Fdi ci abbiano seriamente pensato lo confermano le parole del sottosegretario Alberto Balboni: «Il sub-emendamento è una provocazione, ma il tema c’è e non sarei contrario a soluzioni che amplino».

Viene convocata una riunione di maggioranza con la ministra Casellati, i capigruppo del centrodestra e gli sherpa. Ciò che emerge dalla riunione dà il segno che le acque non si sono ancora placate: il governo, memore forse anche dell’incidente alla Camera proprio sulle preferenze sul quale era andato sotto, si rimette all’Aula. Nel frattempo, la frattura si ricompone e la maggioranza fa sapere che voterà compattamente contro gli emendamenti dell’opposizione. E dopo poche ore c’è la conferma. «Tra un emendamento strumentale e mantenere gli accordi di maggioranza – scandisce Malan – che permettono la reintroduzione dal 1992 delle preferenze, non abbiamo dubbi: manteniamo la parola sulle preferenze e votiamo contro questo emendamento». «Noi siamo una coalizione che fa sintesi – incalza Maurizio Gasparri – mentre voi litigate su primarie, secondarie…». «Sono preferenze farlocche con i capilista bloccati, replicano dai banchi dell’opposizione, dai quali partono urla “Vergogna!”. Matteo Renzi rilegge in Aula un discorso della premier in favore delle preferenze e aggiunge: «Dovete vergognarvi». Poco dopo è la volta dell’emendamento di maggioranza, approvato in maniera compatta. Il centrodestra esulta. «Bene le preferenze, la sinistra e Vannacci fanno polemiche strumentali», dice Maurizio Lupi. «Passa la nostra battaglia», rivendica Antonio De Poli dell’Udc.

L’opposizione invece protesta. «Per non perdere la legge perde la faccia», commenta la segretaria Dem Elly Schlein, mentre Giuseppe Conte denuncia: «Nella legge truffa c’è anche una norma proteggi casta», dice parlando delle firme. «Un altro schifo di questa legge», dice in proposito Riccardo Magi. Questa riforma è un danno alla democrazia, denunciano da Avs.

In giornata ripartono i lavori al Senato, ma la navigazione della legge continuerà non senza ulteriori fibrillazioni.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.