Giovedì 24 settembre ha avuto inizio la visita ufficiale del presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, negli Stati Uniti. Il presidente Usa, Donald Trump, ha accolto a Washington l’omologo cinese con tutti gli onori, ma le tematiche che i due leader – e i rispettivi staff – dovranno trattare sono molto spinose. Numerosi i dossier sul tavolo dell’incontro bilaterale: i rapporti commerciali tra Usa e Cina; la questione dell’intelligenza artificiale; la guerra Usa-Iran; la guerra Russia-Ucraina; la questione dell’appoggio militare americano a Taiwan. Ma, il problema di fondo che Trump e Xi Jinping dovranno affrontare é quello relativo al genere di rapporto che le due superpotenze vorranno instaurare fra loro: cooperazione o scontro? E’ un dato di fatto: su tutti i dossier che sono sul tavolo del bilaterale, le posizioni di americani e cinesi sono diametralmente opposte. Sulla questione dei rapporti commerciali la Cina vorrebbe che gli Usa smettano di imporre dazi sui prodotti cinesi, dichiarandosi pronta ad eliminare i dazi reciproci sui prodotti americani. Sulla questione dell’intelligenza artificiale la Cina non teme che l’A.i. possa sfuggire di mano e auspica un sano e disteso confronto tecnologico tra Pechino e Washington, viceversa gli Stati Uniti cercano in tutti i modi possibili di frenare il progresso tecnologico della controparte cinese, invocando il timore che l’A.i. possa sfuggire di mano e distruggere l’umanità. Quanto alle guerre in corso, la Cina appoggia (e rifornisce di armi) l’Iran contro gli Usa e parteggia per la Russia nella guerra in Ucraina contro l’Occidente. Quanto a Taiwan, la Cina vorrebbe che gli Usa smettano di rifornire di armi l’”isola ribelle”. Come si evidenzia dall’analisi che precede, le profonde e insanabili divergenze esistenti fra le due superpotenze rendono difficile se non impossibile trovare una soluzione a tutte le complesse problematiche internazionali sin qui delineate. L’approccio cinese al problema del rapporto con gli Usa, poi, andando al nocciolo della faccenda, é piuttosto semplice: se gli Stati Uniti rinunceranno a riconquistare un’egemonia mondiale (che hanno perso) e se la pianteranno di fare i bulli, la soluzione a tutti i problemi si troverà. Altrimenti sarà guerra. La Cina non ha paura degli Stati Uniti e non arretra. E’ pronta ad affrontare guerre commerciali, tecnologiche e persino militari. Suo malgrado. In conclusione, la domanda rimane una sola: pillola blu o pillola rossa?
Incontro Xi Jinping-Trump. Cronaca di un doppio gioco reciproco
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