Il giorno in cui scade lo sconto sulle accise del gasolio, il numero dei punti vendita con prezzi calmierati si avvicina a 10mila, quasi la metà dei distributori presenti sul territorio nazionale. Salta il tetto a 2,19 per il diesel, dunque ma scende ancora il prezzo medio nazionale. Secondo i dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il self service sulla rete stradale ordinaria segna 2,244 euro al litro, con la benzina ferma a 2,043 euro. Sulle autostrade, il gasolio sale a 2,267 euro al litro, la benzina a 2,054 euro. L’aumento delle adesioni è trainato dall’adesione di Tamoil ed Esso all’appello del governo per contenere i costi di benzina e diesel per famiglie e imprese.
L’Unione nazionale consumatori denuncia che in Gazzetta ufficiale non risulta pubblicato alcun decreto con il nuovo sconto derivante dal meccanismo delle accise mobili, che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 6 ottobre in sostituzione della riduzione da 6,1 centesimi terminata il 5 ottobre. Dal 6 ottobre l’accisa sul gasolio è tornata al livello ordinario di 672,90 euro per mille litri, con un rialzo di 50 euro per mille litri.
Il price cap di Eni e l’effetto della fine delle accise ridotte
Eni aveva chiarito sin dall’annuncio del price cap, lo scorso 28 settembre, che i tetti ai prezzi erano “correlati all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore”. Con la scadenza dello sconto, la compagnia ha adeguato il tetto al gasolio portandolo da 2,19 a 2,25 euro al litro, con un effetto, Iva inclusa, di sei centesimi al litro sui prezzi consigliati. Sui prezzi medi nazionali, l’impatto è stato per ora di soli due millesimi al litro. Rincari si registrano anche per Gpl e metano.
Il Codacons ha commentato il rialzo del gasolio come “un segnale negativo per gli automobilisti”, sottolineando come l’inversione di tendenza fosse attesa. “Come previsto dal Codacons, lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l’ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil”, ha dichiarato l’associazione.
Il Codacons ha inoltre puntato il dito contro l’esecutivo sul mancato avvio del meccanismo delle accise mobili. “Sul fronte delle accise il governo sembra non mantenere le promesse”, ha attaccato l’associazione, ricordando che “l’esecutivo aveva annunciato l’applicazione del meccanismo delle accise mobili a partire dal 6 ottobre, ma ancora non si vede l’atteso decreto interministeriale Mase-Mef”. Il risultato, secondo il Codacons, è che “per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti, e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere”.
I distributori aderenti e le compagnie ancora in attesa di chiarire i dettagli
Tamoil, ultima major a comunicare l’adesione all’iniziativa governativa, ha avviato l’adeguamento dei listini domenica scorsa, circa 72 ore dopo l’annuncio ufficiale. Dei 1.510 punti vendita italiani del gruppo, circa il 90% ha già allineato i prezzi ai tetti indicati da Eni — fissati a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio — come emerge dall’Osservaprezzi del ministero. L’adeguamento, ha precisato la società, proseguirà in modo progressivo.
Sul fronte di Q8, che gestisce 2.888 impianti in Italia, la situazione rimane parzialmente definita: l’azienda non ha ancora comunicato né l’entità esatta del taglio né il numero preciso di stazioni coinvolte. Qualora tutti gli impianti Q8 aderissero, la soglia complessiva dei distributori con prezzi calmierati supererebbe quota 12mila, superando la metà della rete nazionale.
Le parole di Donzelli
Giovanni Donzelli responsabile organizzazione di FDI spiega a Lo Speciale perché non ha più senso continuare con taglio accise: “Se oggi ci fosse, siccome c’è il price cap con il tetto al prezzo del carburante perché è stato fatto l’accordo, lo sconto non andrebbe ai cittadini ma andrebbe ai fornitori di energia. Non sarebbe giusto ed è corretto che sia così.”
“Le accise mobili che finalmente sono state reso concreto da questo governo consentiranno poi in futuro anche dei ridimensionamenti, ma proprio perché c’è il price cap non avrebbe alcun senso oggi il una riduzione delle accise sarebbe non avrebbero nessun vantaggio i cittadini alla pompa di benzina”, ha aggiunto.
“Questo lo vedremo nei rapporti con le compagnie, ma non certamente fare uno sconto alle compagnie – ha sottolineato sugli aumenti a 2,25 sulle reti da oggi – Se dobbiamo risparmiare dei soldi li risparmiamo per poi magari dare una mano ai trasportatori, agli agricoltori, a quelli che comunque consentono di tenere”.
“Dobbiamo abbassare i prezzi del mercato, del carrello della spesa. Dopodiché, ovviamente con le compagnie siamo in contatto continuo, il governo è in continua riflessione. Abbiamo chiesto un tetto, però ovviamente oggi con il tetto il taglio accise andrebbe a vantaggio dei fornitori di carburante e non dei cittadini”, ha concluso.



