Per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, la NATO ha messo nero su bianco come intende vincere una guerra contro la Russia. L’ha fatto il suo comandante supremo in Europa, il generale americano Alexus G. Grynkewich, ieri al Security Forum di Varsavia. Si chiama “Teoria della Vittoria” e non è una dottrina difensiva, è un piano operativo in tre fasi. Fase uno: bloccare. Fermare l’offensiva iniziale sul punto di contatto con le forze terrestri, mentre aviazione e marina conquistano rapidamente il dominio del teatro. Fase due: smorzare, bloccare l’iniziativa. Sensori avanzati, droni, azioni multi-dominio per impedire al nemico di avanzare o prendere l’iniziativa. Fase tre: annientare. Se l’aggressione non cessa ha sottolineato il comandante: “Annienteremo le forze che la stanno conducendo contro di noi”. “Il conflitto con la Russia non è né inevitabile né imminente”, ha premesso Grynkewich, ma “la NATO non cerca la guerra con nessuno. Siamo pronti e lo saremo ancora di più domani e ogni giorno a venire”. E ancora: “Attraverso la nostra forza collettiva puntiamo a scoraggiare le aggressioni e preservare la pace. Ma se qualcuno fosse così sconsiderato da attaccarci, combatteremo. Fermeremo l’attacco e gli impediremo di raggiungere i suoi obiettivi, quali che siano. Faremo in modo che qualsiasi attacco contro qualsiasi alleato risulti totalmente inutile”. Il passaggio più politico è arrivato su domanda diretta: Donald Trump manderebbe davvero le truppe americane a morire per l’Europa? Grynkewich ha risposto secco: “Abbiamo truppe americane qui in Polonia oggi e lungo tutto il fianco orientale. È una decisione politica stabilire chi manda truppe e dove, ma nessuno dovrebbe mettere in dubbio l’impegno degli Stati Uniti verso questa Alleanza. Io sono qui”. C’è da dire che Grynkewich non ha scelto la capitale polacca per caso. La Polonia è il fronte. Negli ultimi 30 giorni: droni carichi di esplosivo su aeroporti tedeschi, sabotaggi su ferrovie baltiche, navi ombra russe nel Baltico. L’intelligence NATO parla apertamente di rischio di azione ibrida o cinetica contro un paese membro. La “Teoria della Vittoria” è quindi tre messaggi in uno. Il primo rivolto a Mosca, il secondo agli alleati e il terzo è rassicurare politicamente l’Alleanza sull’America di Trump.

