Né corrispondente dal Cairo né al Tg3 con delega ai podcast e agli speciali. Allo scadere del termine posto dalla Rai per scegliere tra tre possibili nuovi incarichi rispetto a Report, Sigfrido Ranucci ha scelto, “magnanimamente”, Rainews 24 «perché – ha commentato – vado con il sorriso che nessuna ingiustizia riuscirà a togliermi, ho la voglia intatta di combattere ancora».
Sarà vicedirettore della rete all news, con delega agli approfondimenti. Si tratta di un ritorno a casa: «Ringrazio il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avermi aperto, in un momento così complicato della mia vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa ho mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista. Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia. Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni ‘90, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell’informazione». Questo, in sintesi, il suo proclama.
A fargli decidere per Rainews24, potrebbe essere stata la sua indisponibilità a trasferirsi in Egitto e l’impossibilità al Tg3 di svolgere il compito affidatogli in assenza di una squadra di redattori. Anche a RaiNews24 non sarà facile organizzare un gruppo di lavoro tutto suo, ma, a detta del Corriere, il clima della redazione dovrebbe essergli più favorevole. Tuttavia, Ranucci confida ancora nell’esito del ricorso nel merito. Il giudice potrebbe valutare come inadeguate le tre soluzioni offerte dalla Rai, riaprendo il valzer degli incarichi o reintegrandolo alla conduzione di «Report».
Per il ricorso servirà tempo. Intanto la sua vecchia squadra è pronta al debutto dell’8 novembre, con il viatico di Milena Gabanelli che a «Che tempo che fa» si è detta certa del suo successo. «Penso che nessuno fa niente da solo, quindi il conduttore è il volto. Io vivevo con grande imbarazzo quando mi dicevano “l’inchiesta che hai fatto”, invece l’ha fatta un altro. Quindi diventi il volto, ma la forza è la squadra. E la squadra si è rimpolpata di colleghi più giovani, però ci sono ancora quelli che io ho lasciato dieci anni fa. Quindi sono convinta che si possa sopravvivere anche alla sparizione dei capi. Io me lo auguro con tutto il cuore».



