Giovani, e sicurezza. Sala apre ad un piano per l’adolescenza il Papa parla di disagio 

venerdì, 23 Ottobre 2026
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Su due sponde diverse, a 600 km di distanza, dicono la stessa cosa. Il sindaco di Milano apre al dispiegamento temporaneo per l’emergenza baby-gang, ma chiede a Meloni un Piano nazionale per l’adolescenza e chiama in causa i social: “Devono rispondere dei disordini che organizzano”. Mentre Leone XIV in Vaticano fa un focus sul disagio dei giovani guardando alle famiglie ferite alle solitudini digitali e alla paura del futuro. A Milano, il sindaco sceglie la linea del realismo. Sì all’uso temporaneo dei militari per tamponare l’emergenza immediata – baby gang, rapine in centro, risse fuori dalle scuole – ma avverte: “Con la sola sicurezza non ne usciamo”. La proposta del sindaco, lanciata ieri in Comune, è duplice. Primo: il Governo lavori con i sindaci a un vero Piano nazionale per l’adolescenza. Non un decreto sicurezza, ma prevenzione, presidio sociale, servizi, educatori di strada, psicologi nelle scuole. La tesi di Sala è netta: senza risposte sociali, ogni intervento di ordine pubblico è solo un cerotto. Secondo: chiamare a rispondere i Social Network. Sala evidenzia “il rischio che i giovani vengano manipolati o coordinati online” e sostiene che le piattaforme debbano essere ritenute responsabili di quanto accade e di come favoriscono i disordini organizzati: dalle sfide TikTok ai raduni per le spaccate organizzate su Telegram. Nelle stesse ore, in Vaticano, Papa Leone XIV fotografa la stessa ferita da un altro angolo. Ricevendo 1.200 partecipanti da 60 Paesi al Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria, il Papa ha detto: “Quanti studenti vivono condizioni di disagio esistenziale! Famiglie ferite, solitudini digitali, sentimento di inadeguatezza o di timore davanti a un futuro che appare incerto”. E ancora, l’immagine più forte del pontificato sui giovani: “Sotto la corazza, che tanti adolescenti si costruiscono per non soffrire, si cela il desiderio di amare ed essere amati. Molti attraversano i corridoi dei nostri istituti e si sentono anonimi”. L’invito del Papa: le scuole e le università devono tornare a essere “casa, un luogo familiare dove si è attesi. Qualcuno che ti guarda negli occhi, che ricorda il tuo nome, che nota la tua assenza”. Possiamo dire che Sala e Leone XIV non si sono parlati, ma si sono completati. Sala dice al Governo: non potete mandare solo i soldati. Il Papa dice alla società: non potete mandare solo un like. È qui il corto circuito italiano. Abbiamo una generazione che vive la solitudine digitale di cui parla Leone XIV 4 ore e mezza al giorno traTikTok Instagram e Device digutali con sfide e battaglie on line, famiglie ferite, ansia da prestazione e che poi si coordina proprio lì, su quelle piattaforme, per organizzare il disagio in strada. Il social che isola diventa il social che arruola. E’ questa la tragica verità delle nuove generazioni.

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