Carmine Padula: la ricerca di nuovi linguaggi musciali per Il mio nome è Carlo

mercoledì, 28 Ottobre 2026
2 minuti di lettura
Carmine Padula
Il mio nome è Carlo di Giacomo Campiotti

Raccontare Carlo Acutis attraverso la musica significa entrare in un territorio ancora poco esplorato dalla narrazione cinematografica: quello di una santità giovane, contemporanea, riconoscibile e ancora vicina al nostro presente. È da questa particolarità che prende forma la colonna sonora di Il mio nome è Carlo, composta da Carmine Padula per il film di Giacomo Campiotti. Non avendo alle spalle una vera tradizione cinematografica a cui guardare per una figura come quella di Acutis, il compositore si è trovato davanti a quello che lui stesso ha vissuto come un salto nel buio creativo. Una condizione rischiosa ma anche sorprendentemente fertile, perché lo costringe a cercare una voce propria invece di affidarsi a modelli già riconoscibili.

Il percorso parte dal pianoforte, da atmosfere contemplative e da una sensibilità che guarda alla scrittura neoclassica e minimalista, ma trova presto un respiro più ampio nella presenza della ICO – Independent Cinematic Orchestra. È proprio questo passaggio dalla dimensione intima a quella orchestrale a dare profondità alla partitura: la musica accompagna la spiritualità, la fragilità, l’energia e la quotidianità di Carlo senza trasformarle in semplici etichette emotive. Padula cerca piuttosto di seguire la complessità del personaggio e il suo percorso umano, mantenendo insieme raccoglimento e apertura, dimensione personale e racconto collettivo.

Interessante è anche il ruolo delle musiche diegetiche, che allargano ulteriormente il campo. Padula ha composto anche la musica presente concretamente nel mondo del film, comprese le rivisitazioni della tradizione dello Sri Lanka legate a uno degli amici cingalesi di Carlo. La colonna sonora diventa così anche uno strumento per raccontare gli incontri, le amicizie e le diverse culture che attraversano la sua storia, evitando che la dimensione spirituale finisca per isolare il protagonista dal mondo in cui vive.

Dietro il risultato c’è una costruzione condivisa che coinvolge Filippo Signorini, primo assistente, e i musicisti Alberto Mina, Eduardo Caiazza, Luca Pincini, Antonio Pizzarelli e Giuseppe La Sala, oltre allo stesso Padula al pianoforte e synth. Fabio Ferri segue registrazioni e mix mentre Damiano Antinori cura il montaggio musicale, all’interno di un progetto sostenuto da RTI, responsabile anche delle edizioni musicali. Un insieme di professionalità che permette alla scrittura di Padula di assumere una dimensione realmente cinematografica senza perdere il suo nucleo più personale.

Il legame con Campiotti, del resto, nasce molto prima di questo progetto. Quando Padula aveva appena 17 anni, il regista ascoltò alcuni suoi brani e gli propose di lavorare a Ognuno è perfetto: da quel primo incontro è iniziata una collaborazione proseguita nel tempo e arrivata oggi a una storia che richiedeva un approccio particolarmente libero. Padula ha affrontato Il mio nome è Carlo cercando di avvicinarsi al protagonista con rispetto e lasciandosi guidare dalle sue diverse dimensioni, senza separare l’uomo dalla figura spirituale.

È qui che il limite diventa una risorsa. Non avere precedenti da seguire significa poterli creare, e la partitura di Il mio nome è Carlo nasce proprio da questa libertà: pianoforte, orchestra, influenze contemporanee e tradizioni lontane costruiscono un linguaggio capace di guardare a Carlo Acutis senza trasformarlo in una figura fuori dal tempo. La musica per immagini, quando incontra una storia nuova, può ancora reinventarsi. E in questo caso lo fa trasformando una difficoltà concreta in un’occasione di ricerca, fino a fare della colonna sonora non soltanto un accompagnamento al film ma un modo ulteriore per raccontare un giovane, il suo mondo e il tempo a cui appartiene.

Vittorio Zenardi

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.