Piantedosi riunisce prefetti e questori: “Isoleremo i violenti”. E scatta l’allerta massima a Roma, Milano, Torino, sugli oibbiuettivi considerati sensibili. Salvini precetta i trasporti. Dopo le devastazioni del 17-18 ottobre, torna la paura degli infiltrati. Sarà un venerdì nero. Lo sciopero generale di 24 ore proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) contro carovita, sanità e riarmo, si incrocia con una mappa di oltre 128 manifestazioni segnalate in tutta Italia – da Genova a Bari, da Brescia a Roma – tra cortei studenteschi, centri sociali e collettivi pro-Pal. Il Viminale ha alzato l’allerta al massimo livello. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto ieri una videocall con tutti i prefetti, questori e vertici delle forze di polizia dei capoluoghi di Regione. Parola d’ordine: “Articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza della comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze”. A Roma attese oltre 20.000 persone tra piazzale Aldo Moro (Sapienza) e piazza dei Cinquecento, con arrivo ai Fori. Molti gli obbiettivi sensibili secondo il Viminale che ne elenca alcuni tra i più caldi. Massima allerta su Stazione Termini e Colosseo con limitazioni agli ingressi, e sul Villaggio della Difesa al Circo Massimo. A Milano presidio sulla Centrale, a Torino divieto prefettizio di sfilare con caschi e passamontagna, a Bologna in piazza Maggiore. Intanto il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato l’ordinanza di precettazione che differisce lo sciopero nel settore trasporti per il ponte di Ognissanti. Usb la definisce illegittima e conferma lo stop, andando incontro a sanzioni, ma Trenitalia, Italo, Atac e Atm annunciano servizio regolare. Il rischio reale sono i blocchi selvaggi alle stazioni. A pesare è il precedente del 17 e 18 ottobre: devastazioni, saccheggi e assalti alle stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Susa, Bologna e Roma. Il capo dell’Antiterrorismo e presidente del CASA, Lucio Pifferi, ha detto che: nessun allarme è stato sottovalutato né queste azioni erano completamente prevenibili per le dimensioni e per le modalità”. Il governo si gioca tutto su una distinzione lessicale che è diventata dottrina di sicurezza: da una parte studenti e lavoratori e tutelare chi manifesta dall’altra isolare i violenti. Il Viminale lo sa e gioca d’anticipo: più telecamere, più agenti della Prevenzione, più CASA, più divieti di travisamento. La sfida non è solo ordine pubblico. È politica: evitare che l’Italia entri in un autunno caldo permanente dove ogni venerdì scatta il caos.



