Halloween. Parole chiare tra la follia consumistica del neo-paganesimo e il flop di certa Chiesa

domenica, 1 Novembre 2026
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Ogni 31 ottobre ci tocca assistere ad un mix tra infantilismo collettivo, mistica del divertimento obbligato e tanti bambini mascherati, i quali amanti per definizione del trucco magico (maghi, folletti, streghe etc: chi è stato immune da questa tentazione, scagli la prima pietra), girano istericamente emozionati per le strade, nel mio caso di Roma (accompagnati da nonni annoiati e da genitori più infantili dei figli, in omaggio della “famiglia Disneyland”, che forse cercano di eternare la loro infanzia a suon di peluche), affrontando ogni malcapitato con la nota frase “dolcetto-scherzetto”, nella speranza di rimediare qualche dono in più, di cui ovviamente non sanno che farsene, ma che dà un’emozione unicamente momentanea ed istintiva.

Halloween, purtroppo, continua a mobilitare le masse ogni anno e ad accrescere il suo consenso. Ed è demenziale vedere pure i più grandi divertirsi “modello-Carnevale di Rio”. Ed è sconsolante assistere pure a giustificazioni da parte di certi sacerdoti, religiosamente corretti, che per finalità economiche o di mero consenso da parte dei fedeli da non perdere, hanno smarrito sia il senso della loro missione, sia della dottrina cattolica, nel nome di un buonismo accogliente che anche su questa festa la dice lunga sul tasso di relativismo raggiunto, se non di alleanza col nemico.

Provo, inoltre, un certo fastidio nel dover ribadire che si tratta di una festa pagana che sul cavallo degli irlandesi si è trasferita in America, paese che poi ce l’ha rispedita vestita di consumismo.

Dunque, tale appuntamento, ricalca la pretesa egemonica di un’America afflitta dall’eterna “sindrome da legittimazione” (una nazione con pochi secoli a differenza dell’Occidente), che non ha altra occupazione che riscrivere la nostra identità millenaria utilizzando la storia, i film, i libri e le narrazioni anche mitologiche (ultimo esempio l’Odissea di Nolan), manipolate (rivedute e corrette dai loro intellettuali e guru).
Dunque, due parole-chiave: paganesimo e consumismo. Non è questo il Dna dell’attuale nostra società? L’idolatria delle cose, degli animali, del materialismo e il business?

E’ la cifra di Halloween. Che non c’entra nulla con la nostra identità culturale, storica e soprattutto religiosa.
Perché, altro dato, questa festa avviene in concomitanza con la nostra festa dei morti?
Un rovesciamento non a caso. Il male, ricordiamolo, non è il contrario del bene, ma un bene rovesciato, deviato. Infatti, si inserisce dentro una festa tradizionale e la sposta.

Tradotto: nella tradizione cristiana e cattolica, il giorno dei morti, oltre al ricordo di chi ci ha lasciato, è la consapevolezza che la vita è un viaggio dalla terra al Cielo. Halloween è l’esatto contrario: i morti che dal Cielo, o deve stanno, tornano sulla terra ci incontrano e riscattano qualche conto in sospeso.

Ce ne rendiamo conto?

Infine, il bipolarismo idiota del “dolcetto-scherzetto”. Nella tradizione non è una scelta tra una battuta e un cioccolatino. Ma una frase molto diversa: “maledizione o benedizione”?

E allora, alla luce della verità, non vorrei essere inchiodato alla maledizione.

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