Ucraina, parla Rizzo (PC): “Biden vuole la guerra per rifarsi l’immagine”

martedì, 15 Febbraio 2022
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Notizia Ansa: “Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato informato che il giorno dell’attacco russo sarà mercoledì 16 febbraio. Lo riferisce la Cnn in una breaking news. C’è stata ‘un’accelerazione drammatica’ nel dispiegamento di forze russe al confine con l’Ucraina. Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, invitando ‘tutti gli americani ancora in Ucraina a lasciare il Paese immediatamente’. Alcune truppe russe vicino al confine con l’Ucraina hanno iniziato a muoversi in ‘posizioni da attacco. Lo riporta Cbs citando un funzionario americano, secondo il quale Mosca ha spostato parte dell’artiglieria a lungo raggio in posizione di tiro”. Dunque sta scoppiando la guerra? O è tutta una strategia mediatica e muscolare? E i media ci stanno raccontando la verità? O come sull’Iraq è una verità manipolata ad arte? Abbiamo parlato della crisi ucraina con il leader del Partito Comunista Marco Rizzo (nella foto con il libro del presidente cinese Xi Jinping di cui ha curato la recensione italiana).

Rizzo, che sta avvenendo realmente in Ucraina?

“Diversamente da ciò che vogliono farci percepire qui in Italia, siamo di fronte ad una pressione gigantesca da parte degli Stati Uniti e non della Russia che non ha alcun interesse. Forse è il caso di tornare indietro di qualche anno, al crollo dell’Unione Sovietica. Nei famosi incontri fra Gorbaciov e Bush senior, gli Usa garantirono alla Russia che nessun Paese dell’ex Patto di Varsavia sarebbe mai stato inglobato nella Nato. Quella promessa non è stata in realtà mantenuta e oggi Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca sono tutte inserite nell’Alleanza Atlantica. Nel 2014 in Ucraina c’è stato quello che si può definire senza dubbio un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, che per altro ha consentito la formazione di gruppi dichiaratamente neo nazisti. Basti pensare che oggi in Ucraina vengono ripristinati monumenti commemorativi del nazismo, mentre vengono abbattuti quelli dell’Armata Rossa che ha liberato il Paese”.

Come si è arrivati alla situazione odierna?

“Gli Usa vogliono che l’Ucraina entri nella Nato, ma capisce bene che per la Russia questa è una soluzione inaccettabile. Significherebbe ritrovarsi al confine ucraino missili atomici capaci nel giro di due-tre minuti di distruggere Mosca. La distanza fra Mosca e il confine ucraino è la stessa che c’è fra Milano e Napoli. Forse ci siamo dimenticati quando nel 1962 i sovietici installarono piattaforme missilistiche a Cuba, in un’epoca in cui le armi non erano certamente quelle di oggi, così come la distanza, e gli americani arrivarono sull’orlo di una guerra. Mi pare ovvio che l’idea di far entrare l’Ucraina nella Nato sia un calcio in faccia alla Russia di Putin. Cosa accadrebbe se i russi piantassero oggi missili atomici a Cuba? Gli Stati Uniti resterebbero in silenzio?”

Quindi sta dicendo che Putin è la vittima, non il carnefice in questa vicenda?

“Stanno parlando da giorni di un’invasione russa in Ucraina. Ma questo è smentito da vari fattori. Persino lo stesso governo ucraino, pur composto da elementi neo nazisti, sa benissimo cosa possa significare una guerra combattuta sul proprio territorio e sta agendo con la massima prudenza, invitando gli americani a non forzare troppo la mano. Le forze russe non hanno alcuna intenzione di attaccare, ma potrebbero essere messe nelle condizioni di farlo, se si trattasse di difendere il Donbass, una regione che si è autodeterminata, dove vivono soltanto ucraini di lingua russa in due repubbliche popolari. Con gli accordi di Minsk, che Ucraina e Nato hanno disatteso, i russi chiedevano soltanto che in quelle regioni fosse garantita un’autonomia giuridica e di polizia locale, accettando il controllo dell’esercito ucraino ai confini con la Russia. Un’autonomia simile a quella del nostro Trentino Alto-Adige per intenderci. C’è oggi il rischio che l’Ucraina, con l’appoggio degli americani, entri nel Donbass, occupi le repubbliche popolari e faccia strage di russi. A quel punto Putin ha soltanto due alternative: intervenire per difendere le popolazioni russe, e così urlerebbero tutti all’invasione dell’Ucraina pur trattandosi di un intervento strettamente difensivo, oppure lasciar massacrare le popolazioni del Donbass. Ma qualora accettasse questa seconda ipotesi, dovrà scordarsi di essere rieletto presidente”.

Quindi Putin è come in trappola?

“Non del tutto in realtà. Perché c’è anche una questione geopolitica da non trascurare. Avete visto tutti che fra Cina e Russia nei giorni scorsi è stato siglato un importante accordo che concede a Putin una titolarità molto forte. E’ probabile che l’obiettivo degli americani sia quello di impedire questo rapporto così stretto fra Mosca e Pechino che si sta invece consolidando sempre di più. Non dimentichiamo poi che Biden sta affrontando una situazione interna tutt’altro che tranquilla, visto che almeno metà degli americani è convinta che non abbia vinto lui le elezioni e abbia scippato la Casa Bianca a Trump. Non sarebbe la prima volta che per superare un malessere interno i presidenti Usa si mettono a scatenare una guerra per ricompattare l’opinione pubblica. Ciò che è sconcertante in tutto questo è l’atteggiamento del governo italiano”.

Perché?

“Perché qui non stiamo parlando della Libia, della Siria, dell’Iraq dove abbiamo avuto la prova di quanto non ci si debba fidare delle verità americane. Ricordiamo tutti quando in mondovisione ci mostravano le armi di distruzione di massa per giustificare l’attacco contro Saddam Hussein, salvo poi scoprire dalla bocca dell’ex Segretario di Stato Powell che non era vero niente e che quelle cose le aveva dovute dire perché obbligato dalla Cia. L’Iraq non esiste più, due milioni di iracheni sono morti e Saddam è stato ucciso. Non vorrei che per un problema interno dell’America i nostri soldati debbano andare a morire anche in Ucraina con tutto ciò che poi ne conseguirà in termini di sicurezza. Perché stavolta non parliamo di Libia o Iraq, ma di potenze che hanno la bomba atomica. Chi può garantirci che il nostro Paese non sarà coinvolto in un disastro nucleare? Per quale motivo dobbiamo correre questo rischio? Ma senza farla troppo tragica, per quale motivo i russi dovrebbero continuare a fornirci il gas?”

L’Italia insomma rischia di andare contro i propri interessi?

“Mi pare ovvio. Stiamo dentro una situazione molto delicata e il governo italiano con incredibile leggerezza parla di mandare dei soldati. Questi governanti italiani che in modo così approssimativo si impegnano a mandare soldati a difendere gli interessi della Nato, sono convinto che non sanno neanche cosa significhi fare il militare. Lo dice il caporalmaggiore Marco Rizzo del Quarto Battaglione trasmissioni alpine Gardena. Io il militare come vede l’ho fatto, ma quando sento parlare certi nostri ministri dubito fortemente che siano mai entrati in una caserma”.

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