Terra dei fuochi: non si può continuare a chiudere gli occhi

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Il dibattito si è tenuto ieri al palazzo di Giustizia di Napoli, nella sala Arengario, il tema è dei più attuali e preoccupanti “Giustizia per la Terra dei fuochi”. Organizzato dalla Camera Penale di Napoli, al convegno hanno partecipato numerosi avvocati, hanno presieduto il dibattito il Dott. Antonio Buonaiuto, Presidente Corte di Appello, Dott. Vittorio Martusciello Procuratore Generale, Dott. Carlo Alemi, Presidente Tribunale, Dott. Giovanni Colangelo Procuratore Capo, Avv. Francesco Caia Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, insieme al Prof. Antonio Marfella, Oncologo dell’Istituto Pascale Napoli, che si occupa del rischio cancro nelle aree colpite. Come sempre era presente Padre Maurizio Patriciello, Parroco di Caivano, punto di riferimento e volto della lotta contro la noncuranza per il degrado ed il distrasto ecoloico delle terre campane.

Ayttraverso il dibattito, si è cercato di rispondere a delle domande che tutti dovremmo porci: cos’è successo? come si è arrivati a questo punto? cos’è che non ha funzionato?

Il Presidente della Corte d’Appello, il Dott. Buonaiuto, ha dato una risposta sincera quanto allarmante: “Non ha funzionato niente”, e spiega che per quanto attuale, il problema della terra dei fuochi ha origini lontane 20 anni.

“Negli anni 90, ha continuato Bonaiuto, già si parlava di sversamenti abusivi ad opera della camorra, ma sono mancati i controlli”.

IL RUOLO DEL DIRITTO

Molti penalisti presenti al convegno hanno parlato di ciò che è mancato in questi anni, quello che è sfuggito al controllo della magistratura e della giustizia, arrivando poi a proporre soluzioni d’intervento.

“E’ immediata la necessità che lo Stato si passi una mano sulla coscienza ed intervenga subito. Bisogna poi anche ammettere che la Magistratura in questi anni non ha fatto abbastanza, e porre quindi irmedio a queste mancanze”.

Le proposte per cercare di risolvere o quantomeno iniziare ad arginare il problema, dal punto di vista legislativo, sono molte: incrementare la confisca dei beni alla camorra, creare un marchio per i prodotti campani “sicuri” e certificati, cosi da incrementare anche l’economia del settore. Salvaguardare gli agricoltori e gli allevatori delle zone sicure, dare un incentivo economico a quelli che invece sono in attesa della bonifica della loro terra, contrastando quindi il fenomeno del commercio abusivo.

Il PM Martusciello ha spiegato che nel 2008 era stata fatta una proposta di legge per introdurre il reato di disastro ambientale: “Al momento il nostro codice penale non prevede questo tipo di reato, ha affermato, ma è lampante ed evidente la necessità che questo venga introdotto.

Giovanni Colangelo, Procuratore Capo, ha inoltre puntato il dito sull’educazione alla civiltà ed al rispetto dell’ambiente: non solo la criminalità organizzata ma anche i comuni cittadini spesso non rispettano l’ambiente. Un lampante esempio è quello dei commercianti che non rispettano l’iter legale di smaltimento dei rifiuti, o ancora persone che ristrutturano la propria casa abbandonando i rifiuti tra quelli comuni, anzichè smaltirli nelle isole ecologiche o tra i rifiuti speciali.  “Per questo, spiega Colangelo, è necessario che le persone capiscano che ogni danno all’ambiente è un danno a noi stessi e, laddove vi siano delle mancanze, la legge deve intervenire e punire chi non lo rispetta”.

IL RUOLO DELLA SCIENZA

Presente anche Marco Demarco, scrittore e studioso, che ha presentato il libro scritto insieme a Padre Petriciello ha scritto e presentato il libro “Non aspettiamo l’apocalisse”. Secondo Demarco, la scienza ha sottovalutato per troppo tempo il problema, perchè sono 20 anni che i rifiuti non vengono smaltiti legalmente. SI è continuato a fare affidamento, forse per sbaglio ma probabilmente volontariamente, a dati controversi e fuorvianti per nascondere la gravità del problema.

Eppure di denunce ce n’erano state: nel 2006 ROberto Saviano, nel suo bestseller Gomorra, ha dedicato l’ultimo capitolo proprio alla Terra dei Fuochi. Un libro che ha venduto milioni di copie in Italia e nel mondo, come può non essere arrivato a chi di dovere? E poi ancora, nel 2008, il film “Biutiful country” che affronta il tema della crisi dei rifiuti campa, “se c’era un premio da ricevere, questo film l’ha ricevuto”, spiega Demarco.

“Spesso si accusano i napoletani, ed i campani in generale, a non protestare, a non parlare dei problemi che li affliggano. Eppure Gomorra e Biutiful Country rappresentano la voce di tutti. La verità è che non c’è voce che tenga, dinanzi a orecchio che non vuol sentire”.

LA MEDICINA

Collegato strettamente alla crisi dell’incremento dei tumori, l’oncologo Antonio Marfella ha parlato di quanto la medicina possa fare per ovviare il problema, attraverso parole dure e concise.

“Non possiamo sapere con certezza se l’incremento dei tumori sia collegato all’inquinamento delle terre, ha spiegato Marfella, ne possiamo curare magicamente il cancro. QUello che però possiamo ed è nostro dovere fare, è denunciare i dati reali, fatti, che non vanno più nascosti.

I fatti dicono che nel 1999 ad Acerra, una delle terre più fertili d’Europa, vi era un tasso di diossina 10.000 volte superiore alla norma. Ad oggi questo tasso è sceso a 400 volte superiore, ma non è una vittoria, quanto una sconfitta. In 20 anni, secondo Marfella, non si è fatto nulla perchè un tasso di diossina 400 volte superiore a quello consentivo per non essere nocivo, è ancora un tasso spropositato. Ancora, parla dell’assenza di impianti per lo smaltimento dei rifiuti speciali, quando in Italia si producono 138 milioni di tonnellate di rifiuti industriali, di cui il 10% è altamente nociva, e nulla si fa per risolvere la situazione, anzi si ignora il problema ignorando anche le situazioni più urgenti a causa di cavilli politici e burocratici. Porta l’esempio di Casal DI Principe dove il 60% delle abitazioni è abusivo, queste case non sono collegate all’acquedotto di città. I pozzi d’acqua di Casal Di Principe è certificato che sono avvellenati per cui, anzichè salvaguardare la salute di queste persone, si lascia cadere il problema perchè non ci si impegna, a livello politico e legale, a trovare una soluzione. Gli abitanti di Casal di Principe, ha concluso duramente Marfella, sono quindi costretti a prendere l’acqua dai pozzi. Si sta di fatto consentendo a delle persone di bere acqua avvellenata, è normale quindi che al Pascale poi non si contino più i morti”.

LA COMMISSIONE AMBIENTE: ESISTONO ALCUNI ACCORGIMENTI

L parola è passato poi al dott. Giovanni Siniscalchi, Presidnete della COmmissione Ambiente del COnsiglio dell’Ordine degli avvocati. Siniscalchi, ribadendo che il problema dei rifiuti è qualcosa che non riguarda solo la Campania o l’Italia, ma il mondo, ha portato due esempi di come altri paesi stiano prendendo dei piccoli accorgimenti per salvaguardare l’ambiente.

Il primo, ha spiegato Siniscalchi, è il “biorisanamento”, una tecnica che introduce nei terreni degli organismi naturali per debellare le diossine. Più efficace e duratura è invece la “fitorimediazione”, utile soprattutto per lo smaltimento dei metalli pesanti. SI tratta di impiantare delle coltivazioni cosiddete “no food”, come l’Amaranto o la Canapa, pinate in grado di assorbire tramite le loro radici alcuni metalli come il nikel. DOve finisocno poi queste piante? Siniscalchi spiega “possono smaltite negli impianti per i rifiuti pericolosi, come si fa nel resto del mondo”.

PADRE PATRICIELLO E IL LIBRO “NON ASPETTIAMO L’APOCALISSE”

Don Patriciello è oramai il volto della lotta alle ecomafie, sempre presente ogni volta che si tocca l’argomento. Insieme a Marco Demarco, ha scritto il libro “Non aspettiamo l’apocalisse”, testimonianza della sua battaglia quotidiana sulla terra dei fuochi. Il suo è stato forse l’intervento più duro, senza peli sulla lingua don Maurizio Pietricielli ha portato la testimonianza della tragedia.

Ha parlato delle persone che stanno morendo, di una ragazzina di 14 anni alle prese con la leucemia, chiedendo ai presenti” potrebbe o no essere vostra figlia? Com’è arrivata la Campania a questo punto?

“L’ex premier Letta aveva gridato ai quattro eventi che con lui alla guida del paese per la prima volta si erano presi provvedimenti sulla terra dei fuochi, ha affermato. Sono stato contento, ma mi viene da chiedere: sono 20 anni che stiamo cosi, e voi ora ve ne accorgete?”.

Dorotea De Vito

 

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