Conchita Wurst, la draqueen che ha stregato l'Eurovision

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Si è presentata sul palco con uno scintillante abito dorato, capelli lunghi e lucenti, un sorriso smagliante e  ciglia folte e lunghe, il tutto completato da una folta barba. All’Eurovision contest ha trionfato la dragqueen Conchita, il concorrente più outsider che quest’anno ha cantato sul palco della manifestazione di Copenaghen. Di nazionalità Austriaca, Conchita ha conquistato tutti per la sua splendida voce, dolce e cristallina, ma anche e forse soprattutto per il suo coraggio.

Dietro la barba si nasconde il 25enne Tom Neuwirth, un ragazzo coraggioso che ha scelto di essere Conchita, la ritiene la versione migliore di se stesso e senza troppi preamboli, afferma orgoglioso che “tutti possono essere la propria miglior versione, anche se questa non combacia con quello che la società si aspetta, ma vedersi al proprio meglio è un diritto di tutti”.

La sua canzone, “Rise like a phoenix”, l’ha portata al trionfo con 170 milioni, una vittoria inaspettata considerando lo scalpore che la sua partecipazione aveva fatto già nei giorni prec edenti alla manifestazione. Eppure, contro ogni pronostico e contro ogni pregiudizio, è riuscita a vincere e ha dedicato la vittoria a “tutti quelli che combattono per la loro libertà”.

In rete è già un fenomeno ma non mancano le polemiche, come quelle che sono venute dalla Russia. Dopo lo scalpore delle leggi omofobe e l’attenzione attirata su di se durante i giochi olimpici, la nazione guidata da Vladimir Putin non ha mancato di dire la sua, definendo la vittoria di Putin come “il segnale della decadenza d’Europa”.

Un giudizio crudo e duro che ha riscontrato avversione da parte di tutto il popolo della rete, proveniente da ogni nazione, che si è invece schierato a favore della dragqueen la cui vittoria rappresenta più che mai un simbolo e una rivalsa.

Michele Acquaviva

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