Il modello tedesco (solo di nome) che metterà fine alla Terza Repubblica

Politica

Ormai sembra essere fatta. I principali partiti sono d’accordo per andare a votare con il modello tedesco. Si apre, così, la strada che porta alle elezioni anticipate in autunno. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord hanno trovato l’intesa. Se l’accordo sarà confermato con le prossime elezioni si chiude la fase della democrazia maggioritaria e si resuscita il proporzionale.

Il sistema tedesco originale funziona così: Il sistema tedesco è sostanzialmente un proporzionale – con sbarramento al 5 per cento – in cui la distribuzione del voto degli elettori si rispecchia più o meno esattamente in Parlamento: se un partito viene votato dal 30 per cento degli elettori, avrà all’incirca il 30 per cento dei seggi. La particolarità di questo sistema è che ha anche alcune componenti del sistema maggioritario, nel quale sono i candidati – e non i partiti – che si affrontano direttamente nei collegi e passa chi riesce a ottenere un voto in più. Anche in Italia abbiamo avuto per anni un sistema misto, il cosiddetto Mattarellum. In quel sistema, il 75 per cento dei seggi veniva scelto con un sistema maggioritario, il 25 per cento con un sistema proporzionale.

In realtà la nuova legge elettorale dovrebbe replicare solo pochi aspetti virtuosi del modello che esiste in Germania. E’ tutto spiegato nella simulazione pubblicata dal Cise (centro italiano studi elettorali) della Luiss. Con la soglia al 5% prenderebbero seggi solo quattro partiti. I “magnifici quattro”: Pd, M5s, Forza Italia e Lega Nord. Di per sé questo non è un male. Sarebbe una drastica e salutare semplificazione del quadro politico. Una cosa mai vista in Italia dal 1946. Chissà se la Consulta avrà qualcosa da ridire. L’Italicum da questo punto di vista era meno distorsivo. Con tanti partiti che non arrivano al 5% i “magnifici quattro” sarebbero sovra-rappresentati. Si produrrebbe cioè un effetto maggioritario. E questo va bene.

Il problema è il governo. Con i dati di oggi ci sarebbero sulla carta due coalizioni che si contenderebbero la maggioranza assoluta dei seggi. Il fatidico 51% potrebbe andare a Pd e Fi, ma anche a M5s e Lega Nord. Potrebbe essere una roulette. Proprio l’esito che la cancellazione del ballottaggio dell’Italicum voleva scongiurare. D’altronde una soglia più bassa (2,5%) ridurrebbe il rischio di una possibile maggioranza M5s-Lega Nord ma indebolirebbe Pd e Forza Italia rendendo necessaria una coalizione tra Berlusconi e i partiti a sinistra del Pd.

Anche il modello tedesco, quindi, non cancella il rischio ingovernabilità “ma non sarebbe un cattivo sistema a condizione che resti un tedesco vero e non un tedesco in salsa italiana. Su questo però i dubbi sono legittimi. In particolare la soglia deve restare al 5% e nel nostro caso non va permesso il suo aggiramento attraverso l’escamotage delle vittorie nei collegi. Le desistenze sono una nostra specialità e servirebbero a far sparire la soglia. Senza soglia al 5% il tedesco in salsa italiana sarebbe il trionfo della rappresentatività e il funerale della governabilità”.

 

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