Attenti alla privacy. "Così ci condizionano i giganti della rete"

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Nella relazione del Garante della privacy sull’attività del 2016 – presentata questa mattina a Montecitorio alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente della Camera Laura Boldrini – il presidente Antonello Soro ha lanciato l’allarme web. “Attenzione ai tanti grandi fratelli che governano la rete”, ha detto. “Un numero esiguo di aziende, i monopolisti del web, possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco” e dispone “di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone – tendenzialmente l’umanità intera – potrà subire condizionamenti decisivi”.

Bisogna prestare attenzione «ai tanti “grandi fratelli” che governano la rete». Perché «la concentrazione in capo a pochi soggetti privati di un rilevantissimo potere, non solo economico, ha infatti determinato un mutamento sostanziale nei rapporti tra individuo e Stato, tra pubblico e privato, cambiando profondamente la geografia del potere». A spiegarlo è stato il presidente è stato il presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, Antonello Soro, presentando la relazione annuale al Parlamento. “Se ciò che per ciascuno è dato personale, intima essenza del sé – sottolinea Soro – diviene per i grandi monopolisti del web dato economico da sfruttare commercialmente, le implicazioni in termini antropologici, ma anche sociali e politici sono eloquenti. È significativo che la legislazione europea in materia ruoti attorno alla figura del “data subject”: l’interessato è definito a partire dai suoi dati, ne è fonte ed allo stesso tempo ne ha la signoria, il cui esercizio rappresenta la vera e unica garanzia rispetto ai tanti “grandi fratelli” che governano la rete. La concentrazione in capo a pochi soggetti privati di un rilevantissimo potere, non solo economico, ha infatti determinato un mutamento sostanziale nei rapporti tra individuo e Stato, tra pubblico e privato, cambiando profondamente la geografia del potere”. Il Garante per la Privacy spiega che «un numero esiguo di aziende possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco e dispone di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che, un numero sempre più grande di persone – tendenzialmente l’umanità intera – potrà subire condizionamenti decisivi».

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