Perché Amazon non è l’ultimo atto della lotta tra Ue e colossi del Web

Economia

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La Commissione Europea ha obbligato Amazon a pagare 250 milioni di euro di tasse al Lussemburgo. Bruxelles ha stabilito che il gigante dell’e-commerce deve restituire al piccolo paese gli aiuti ricevuti sulla base di un accordo fiscale del 2003 ritenuto contrario alle regole comunitarie.

Il Lussemburgo non è l’unico paese membro dell’Unione Europea ad aver offerto accordi che prevedevano aiuti di stato – di fatto condizioni fiscali particolarmente favorevoli concesse in modo eccezionale – a grandi aziende internazionali: il caso più noto è quello che ha coinvolto Apple e l’Irlanda. Da questo tipo di accordi le aziende ottengono una sede nell’Unione Europea beneficiando di una tassazione più bassa di quella prevista dalle regole dell’Unione, mentre i paesi che li propongono ottengono investimenti stranieri sul loro territorio.

La linea di condotta dell’Unione europea è sempre la stessa. Impedire che le grandi corporation approfittino di una grave disfunzione della Ue, quella del turismo fiscale. Unica via per evitare questo comportamento da parte delle multinazionali è quella di armonizzare una volta per tutte i sistemi di tassazione dei Paesi membri.

Dietro la nuova linea di condotta all’insegna dell’intransigenza che si respira a Bruxelles c’è la regia della danese Margrethe Vestager. Dal novembre 2014, la leader del partito “Sinistra radicale” (Radikale Venstre) è diventata commissaria europea alla concorrenza. E ha deciso fin da subito di far rispettare le regole del mercato unico europeo. Starbucks, Fiat, Android, Google e Gazprom. Vestager ha esaminato a fondo e in molti casi sanzionato il comportamento scorretto delle multinazionali.

Come ha scritto Andrea Fioravanti su Linkiesta: «Vestager ha una strategia politica precisa. Avvicinare la Ue ai cittadini, anche con gesti eclatanti, facendoli sentire protetti». E’ stata la stessa politica danese a dire in un’intervista: «Facciamo questo perché la gente è arrabbiata nel vedere le multinazionali evadere le tasse. Non puoi raccontare ai cittadini i dettagli di quello che fai. Devi raccontargli il contesto a grandi linee». Ma l’interventismo della Vestager non convince tutti. Il Foglio raccoglie le perplessità di Dario Stevanato, docente di diritto Tributario. «L’impressione è che si stia inasprendo il conflitto tra Unione Europea e Stati Uniti sul diritto a tassare gli utili delle multinazionali americane, con rischi di ritorsioni e possibili effetti indesiderati per gli interessi europei, come il trasferimento delle sedi delle operazioni europee in paesi non appartenenti all’Unione (ad esempio la Gran Bretagna post-brexit) o il loro rimpatrio in America favorito dall’annunciato taglio dell’aliquota della corporation tax».

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