Sicurezza di quartiere modello Grande Fratello. Amazon lancia in Italia l’app Ring 

giovedì, 22 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

 

Quartieri più sicuri e vicinato controllato. A lanciare l’ultima diavoleria in ambito di sicurezza è il colosso americano Amazon che con l’app Ring lancia in Italia il “Controllo di vicinato 2.0”: telecamere condivise, chat di allarme, AI che riconosce movimenti sospetti. Accedi gratis con l’app, i vicini diventano sentinelle. E la polizia ringrazia. Dietro, però, c’è il più grande esperimento di sorveglianza privata della storia. Non è più il vecchio cartello “Attenti, Controllo del Vicinato” appeso al palo. Quello nato negli anni ’60 in America e arrivato in Inghilterra nel 1982 a Mollington, con 10 milioni di aderenti tra Chicago, Londra e Sydney. Ora la versione 2.0 arriva direttamente da Seattle e si chiama Ring Neighbors, il servizio gratuito del colosso americano Amazon che sta sbarcando nei quartieri italiani, dopo il test a Milano e Torino. Come funziona? Scarichi l’app gratuita. Colleghi il campanello con telecamera o una videocamera qualsiasi. Ogni movimento sospetto – un volto non riconosciuto, un’auto che gira troppo a lungo, un pacco rubato – finisce in una chat di quartiere. Tutti i vicini vedono, commentano, segnalano. L’AI di Amazon tagga automaticamente “persona”, “animale”, “pacco”. E in un click, puoi girare il video alla polizia locale. Il programma di Seattle, da cui il modello è copiato, lo dice chiaramente: costo zero, training gratuito da parte della polizia per riconoscere attività sospette, deterrenza totale. L’obiettivo ufficiale è nobile: “una comunità più unita e consapevole, dove gli occhi di chi abita il quartiere diventano un deterrente per furti, graffiti, scippi”. E in Italia, dove furti in casa +18% nel 2025 e truffe agli anziani alle stelle, l’idea prende subito. Il modello funziona: volontari, coordinatori, dialogo diretto con le forze dell’ordine. Solo che prima lo facevano i cittadini. Ora lo fa un server di Amazon Web Services. Ma si tratta di sicurezza o Grande Fratello in abbonamento?* Qui si gioca la vera partita. Il nodo è questo: stiamo privatizzando la sicurezza pubblica con un’app gratuita. Il rischio, già visto negli USA, è la deriva: a San Francisco il programma è finito sotto inchiesta perché i quartieri ricchi comprano più polizia di quelli poveri. E poi c’è il bias razziale: negli USA i video di Neighbors hanno scatenato centinaia di segnalazioni di “sospetti” solo perché neri o homeless. In Italia abbiamo già il Controllo del Vicinato istituzionale, con prefettura e carabinieri. Funziona, è legale, non profila nessuno.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.