"Ciao, Nina": un cortometraggio contro il femminicidio

Cultura e Cinema

Condividi!

Ciao, Nina”, è il titolo dell’intenso cortometraggio sul femminicidio e la violenza di genere, diretto da Adelmo Togliani, presentato fuori concorso alla 74 edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Diciannove minuti che mettono in scena il dramma di una strage che sembra non fermarsi.
In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa. Solo lo scorso anno sono state 120 le vittime ammazzate da un marito, fidanzato o convivente.  Un fenomeno di enormi proporzioni, segnato da un susseguirsi di episodi, in tutto il Paese. Una violenza che è sempre più sistematica e trasversale, per questo è importante parlarne.

 L’ha capito bene l’attrice napoletana Maria Guerriero, che ha voluto dare il suo contributo scrivendo il soggetto e interpretando Nina, una ragazza coinvolta in un amore che la porterà alla morte. Importante il contributo del regista Adelmo Togliani e di un cast di tutto rispetto che ha abbracciato nell’immediato il progetto di un cortometraggio incentrato sul femminicidio.

L’attrice americana Katherine Kelly Lang (il famoso volto di Brooke della soap opera Beautiful ) veste i panni di mamma Elisa, l’attore Alex Belli interpreta Marco, il fidanzato che non accetta la separazione da Nina, l’attore Massimiliano Buzzanca riveste il ruolo del conduttore televisivo che racconta il triste epilogo, argomento ancora oggi troppo trattato nei notiziari. A dare il proprio sostegno al progetto sono anche i produttori della  Maxa Film, della Far Srl e la partecipazione della Young Fashion Agency, i quali, attraverso il grande schermo, hanno dato un volto alla sofferenza di tutte quelle donne che in silenzio custodiscono questo triste dramma.

Nina, una ragazza che potrebbe essere chiunque, con una vita normale fatta di alti e di bassi, con i suoi affetti e la sua famiglia, che conosceva la felicità dell’amore, ma con un destino che nessuna donna dovrebbe mai dover affrontare. Il cortometraggio racconta una storia di ordinaria follia, un alternarsi di dolcezza e momenti di puro terrore che inizia con la separazione mai accettata di una coppia e che si concluderà con un finale già visto.

 Gli occhi dello spettatore sono la piccola videocamera che la ragazza trova nella sua borsa durante i giorni di prigionia. La stessa che un momento prima riprende una serena quotidianità tra sorrisi e affetto con la madre e ora invece descrive una fine già scritta. È la vittima a raccontare la sua fine, come un testamento che ci lascia intestatari di un bene assoluto, la libertà di vivere.

Ciao, Nina” è un’opera sincera che ha il merito di affrontare una questione sociale gravissima con uno sguardo che non fa sconti, mostra le violenze e scava dentro un trauma indicibile. Invita all’azione e alla mobilitazione di tutti, alla ricerca di soluzioni urgenti ma concrete.

Vittorio Zenardi

 

Tagged
Vittorio Zenardi
Direttore Responsabile

Lascia un commento