Popolo della Famiglia: Adinolfi sfida Renzi e Berlusconi sui valori

In Rilievo Politica

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Portare in Parlamento lo spirito del Family Day, questo l’obiettivo del Popolo della Famiglia, partito di ispirazione cattolica guidato dal giornalista Mario Adinolfi, direttore del quotidiano “La Croce” ed ex parlamentare e dall’avvocato Gianfranco Amato presidente dei Giuristi per la Vita. Il Movimento ha aperto ufficialmente la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche di marzo e lo ha fatto da Roma presso il centro congressi Cavour dove si è svolta la seconda assemblea nazionale. Adinolfi e Amato hanno lanciato la sfida a Matteo Renzi e a Silvio Berlusconi mettendo al centro della piattaforma programmatica del Popolo della Famiglia la difesa dei temi etici, con l’obiettivo di dimostrare come né il Partito Democratico né il centrodestra siano realmente in grado di poter assicurare la difesa dei cosiddetti valori non negoziabili: la famiglia fondata sul matrimonio, il diritto dei figli ad avere il papà e la mamma, la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale.

Nonostante le festività natalizie e il capodanno alle porte, l’assemblea ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico. Sia il presidente Adinolfi che il segretario Amato hanno incentrato l’attenzione sulla completa inaffidabilità del Pd renziano e del centrodestra berlusconiano: il Pd ha dimostrato detta inaffidabilità politica con i fatti approvando leggi che hanno aperto la porta a nozze gay e biotestamento: il centrodestra invece sbandierando la difesa dei temi etici soltanto a fini propagandistici, salvo poi nascondersi dietro la classica “libertà di coscienza” per sfuggire allle proprie responsabilità.

La parola d’ordine è chiara: no alla logica del “mercato” dei valori antropologici ridotti ad una sorta di merce da svendere al ribasso come avvenuto appunto con la Cirinna’. Il Popolo della Famiglia punta quindi a raccogliere lo spirito di quelle piazze per portarlo dentro il Parlamento nella convinzione che serva all’Italia un partito “non cattolico” ma “di cattolici” orgogliosi della loro identità e non più disposti a concedere “deleghe in bianco” ai partiti tradizionali per i quali la difesa dei valori etici non ha mai realmente rappresentato una priorità. Cattolici, ma anche “laici del buon senso”, a dimostrazione di come il PdF non voglia affatto essere un partito confessionale ma aperto al contributo di tutti, anche dei laici “non laicisti” che non vogliono iscriversi al nuovo “partito radicale di massa” fondato sul dogmatismo del “relativismo avaloriale”

“Non saremo mai disposti a lavarci le mani nel catino di Ponzio Pilato – ha tuonato dal palco Gianfranco Amato – abbiamo contro di noi un potere mediatico e di propaganda immenso al punto da farci sembrare irrilevanti. Abbiamo di fronte un Golia armato fino ai denti, potentissimo, quasi invincibile. Dio ci ha soltanto dato una fionda ed un sasso e sta a noi saperli usare nel modo giusto. Se il colpo andrà a segno porteremo in trionfo la testa di Golia”.

Adinolfi ha poi aggiunto: “Dobbiamo convincere gli elettori che rassegnarci sarebbe la peggiore delle sconfitte. Purtroppo nel mondo cattolico è molto forte quella che io definisco “sindrome dello sconfittismo” ossia la convinzione che sia inutile combattere perché tanto il mondo va in una certa direzione e cambiarlo è impossibile. Invece la battaglia è in corso adesso, in questi 65 giorni in cui vedremo dove l’Italia andrà a schierarsi. Con la Francia, la Germania, l’Inghilterra e la Spagna? In Francia e in Spagna il matrimonio omosessuale è stato introdotto dal centrosinistra, ma in Inghilterra e in Germania non dimentichiamo c’è stato il contributo determinante del centrodestra. Anche Donald Trump era dato da tutti come perdente, ma ha vinto anche grazie al supporto dei cattolici dopo aver contrastato l’agenda laicista di Hillary Clinton rilanciando il tema della vita. Trump quando è sceso in campo e si è candidato alle primarie repubblicane era accreditato appena dell’1%. Non guardiamo a Trump come leader di riferimento, e anzi contestiamo molte sue posizioni, ma guardiamo a lui come fenomeno politico: è la dimostrazione che in politica tutto è possibile e nulla può essere dato per scontato. Noi siamo credibili – ha aggiunto Adinolfi – nella nostra battaglia che portiamo avanti a mani nude. Ci dobbiamo credere, perché se ci crediamo e lavoriamo per farci conoscere e far conoscere le nostre battaglie identitarie il miracolo state certi ci sarà”.  

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