Fusaro spiega l’attacco all’uomo maschio

In Rilievo Interviste Politica

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Il neo-femminismo in politica: l’ultimo esempio quello di Maria Elena Boschi che ha parlato apertamente di “caccia alla donna”. Ma esiste o no una nuova battaglia “rosa deciso” che riguarda tutti i settori e che sta prendendo piede? E quanto l’uomo rischia l’effetto “castrazione”? Diego Fusaro, giovane e valente filosofo, esperto di marxismo e fine conoscitore di Gramsci, è stato intercettato da Lo SpecialeNews.it e si è detto certo sull’epoca che viviamo: “Siamo al cospetto di un grandioso attacco alla figura dell’uomo-maschio”.

Lasciamo il 2017, entriamo nel 2018 ancora con il sapore di una polemica tutta in “rosa”: Boschi e l’accanimento contro le donne. Quando si deve parlare di battaglia per i diritti delle donne e quando bisogna stare attenti anche per non produrre l’effetto contrario?

“Io trovo offensivo per le donne questo modo di trattarle come se fossero una riserva da proteggere e non fossero in grado di far valere i propri diritti. In particolare, casi come quello citato, rivelano che la categoria dell’essere donna diventa quasi un alibi. Ora, occorre difendere i diritti non delle donne in quanto tali ma di tutti e quindi anche delle donne, senza far sì che diventino una categoria a se stante come invece sta avvenendo per colpa della frammentazione del conflitto per cui ci sono le donne, i vegani, gli omosessuali. Insomma stanno cercando di contrapporre gli oppressi in micro categorie conflittuali in orizzontale e non in verticale”.

Oggi il femminismo in cosa dovrebbe consistere? Si deve affermare con le stesse battaglie del ’68 o deve evolvere in qualcosa di diverso?

“Il vero femminismo, quello buono, è quello che lotta per far sì che la donna abbia piena dignità e pieno riconoscimento dei valori sociali. Quindi, se vero, è comunitario e solidale. L’odierno femminismo è invece libertario e individualista e mira non a emancipare la donna, bensì ad inserirla meglio nei circuiti dell’alienazione capitalistica. Come ha scritto un’importante studiosa marxista e femminista, Nancy Frazer, condannando l’odierno femminismo liberal-libertario, l’intento è quello di far diventare la donna doppiamente schiava non solo del vecchio patriarcato familiare, ma anche del nuovo sistema capitalistico dello sfruttamento del lavoro salariato”.

“L’uomo è colpevole” sembrano accusare questi tempi, ed essere una donna già di per sé sta diventando un atto di accusa all’uomo. Il suo stesso esistere si connota sempre più se posto in contrapposizione con l’altro sesso. Cosa succede?

“Siamo al cospetto di un grandioso attacco alla figura dell’uomo-maschio, perché la nostra è una società femminilizzata a capitalismo integrale che deve ridurre tutto alla dimensione di un subire passivamente gli attacchi che la global class impone. Il vecchio proletariato combatteva virilmente vorrei dire, scendeva in piazza e si organizzava. Oggi la moltitudine dei precari è femminilizzata perché subisce le offensive di un capitalismo che è esso stesso femminilizzato: non è più machista e paternalista alla vecchia maniera, ma è il nuovo capitalismo del consumo edonistico che rimuove ogni forma di resistenza virile anche rispetto a se stesso”.

Il capitalismo sfrenato e il femminismo vanno di pari passo dunque?

“Il capitalismo sfrenato è per sua natura femmineo e produce una società eunucoidale, fatta di individui svirilizzati che sono o eternamente bambini o femminilizzati e non più in grado di opporsi. La figura di Homer Simpson è simbolica da questo punto di vista: è l’eterno bambino che non cresce mai e che non ha alcuna forma di virilità e di resistenza”.

Per lei chi è donna per cosa dovrebbe combattere allora? E quanto la sua natura è diversa dall’uomo?

“La donna è diversa dall’uomo, la razza umana esiste proprio grazie alla differenza ontologica tra uomo e donna ma anche grazie alla loro complementarietà. Uomo e donna hanno pari dignità e diritti ma tra loro passa la differenza c’è anche tra mano destra e mano sinistra che appaiono complementari. Può capitare che vi siano state società in cui la mano sinistra sia stata oggetto di discredito e di minore attenzione. Bisogna lottare allora affinché abbia piena dignità e piena attenzione anche la mano sinistra, ma tale uguaglianza non presuppone che si annulli la differenza tra mano destra e sinistra”.

La politica è femmina o è maschio? E cosa sta diventando?

“Questa domanda mi riporta al Principe di Machiavelli. Nelle ultime parti lo scrittore diceva che la virtù è maschio e la fortuna è femmina. Il compito della virtù per lui era proprio quello di saper sottomettere la fortuna. Espressioni oggi non accettabili, ma che ci danno comunque l’idea di come la politica sia qualcosa di virile. Anche Max Weber diceva che bisogna saper agire virilmente nel tempo della gabbia d’acciaio capitalistica. In questo senso direi che la politica è qualcosa di maschile nella sua essenza, senza offendere le ottime donne che fanno politica in Italia e nel mondo”.

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Il neo-femminismo in politica: l’ultimo esempio quello di Maria Elena Boschi che ha parlato apertamente di “caccia alla donna”. Diego Fusaro è stato intercettato da 'Lo Speciale' e si è detto certo che viviamo un grandioso attacco alla figura dell’uomo-maschio.
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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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