Carmen targata Nardella, parla Sgarbi: “E’ stato un atto di sfregio”

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Divampa la polemica intorno alla decisione del regista Leo Muscato di cambiare il finale della Carmen all’Opera di Firenze per lanciare un messaggio contro il femminicidio: diversamente dalla trama originale la protagonista non muore ma uccide il suo aguzzino. Il sindaco di Firenze Nardella ha approvato la scelta e si è complimentato con Muscato.  Il regista ha spiegato di aver preso questa decisione per lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Gran parte del pubblico non ha apprezzato denunciando una sorta di “fanatismo ideologico”: giusto sensibilizzare contro il femminicidio, ma perché cambiare la trama di un’opera d’arte per adeguarsi al “politicamente corretto”?Ne abbiamo parlato con il critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Ha fatto bene Muscato a cambiare il finale della Carmen? Per il sindaco Nardella sì.

Assolutamente no, l’opera lirica è chiusa, ha una storia che si può liberamente interpretare grazie alla musica, alle melodie, ai suoni, cambiando la forma ma ma mai la sostanza. Anzi ritengo sia stato commesso un vero e proprio atto di sfregio. Sarebbe come cambiare una finestra o una porta su un palazzo antico compromettendone l’estetica. E’ stata una scelta sbagliata che non mi sento in nessun modo di condividere. Non è accettabile che il sindaco di Firenze abbia avvallato questa violenza artistica. Sarebbe come cambiare il finale dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni facendo sposare Lucia con don Rodrigo.

Muscato ha detto di essersi meravigliato del fatto che le polemiche abbiano riguardato molto di più il finale cambiato che il fatto di aver trasformato Carmen in una nomade.

Questo è lecito ma non si può cambiare il finale. E’ legittimo magari accentuare un contesto di povertà e di miseria per lanciare un messaggio specifico, possiamo anche cambiare l’origine sociale o lo stato economico di Lucia rendendola più umile di quanto lo sia realmente, ma non possiamo farla fidanzare con don don Rodrigo mandando a quel paese Renzo. 

Quanto l’ideologia può incidere sulla bellezza?

L’ideologia è nemica della bellezza e può far molto male all’arte. E’ come quando si arriva al paradosso di coprire i nudi delle statue con la pretesa di non offendere la sensibilità di chi, come ad esempio il leader di un paese islamico che viene in visita da noi, considera i nudi un sacrilegio. Ma l’arte viene prima dell’ideologia. Manipolare l’arte sotto qualsiasi forma è sempre un abuso. 

 

 

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