Terrorismo a Capodanno, Tonelli conferma: “Si sono sentiti individuati”

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Tutto in una notte di Capodanno, quella del 31 dicembre 2017. L’allarme terrorismo a Milano è scattato quando il responsabile di un hotel milanese ha segnalato ai Carabinieri una ”prenotazione un po’ strana”. Lo Speciale News ha contattato il segretario del sindacato di Polizia Sap Gianni Tonelli, che è stato netto: “Il quadro internazionale ci fa pensare che il fronte del Califfato dalla Siria possa agevolmente spostarsi verso Occidente”.

Jihadismo o panico? Sta di fatto che la prenotazione tutta saldata e piuttosto cara, si trattava di 700 euro, l’aveva fatta un giovane (per tre notti e per tre persone), a partire dal giorno 29. Ma nessuno si è presentato più.

Tonelli, le risulta che l’allarme in un hotel a Milano la sera di Capodanno abbia un qualche fondamento? Per Lo Speciale, può darci qualche notizia in più?

“C’è stato qualcosa. Ci sono stati evidenti problemi, ma il timore e la percezione di essere stati individuati hanno evitato il peggio. Gli elementi che la Polizia aveva, che avevamo, erano quelli che sapete. Il fatto che non si siano presentati è indicativo e fa pensare. Al di là del fatto specifico, quanto accaduto non ci fa dormire sicuri, in tutta Italia. Per fortuna la partecipazione dei reparti speciali, grazie alle segnalazioni che sono sempre numerose, ha allontanato il pericolo. Ma abbiamo visto in altre parti del mondo cosa è accaduto”.

Cosa serve all’Italia per maggiore sicurezza?

“Servono uomini e una professionalità diffusa. Non sono stati fatti però passi avanti, anzi le squadre della Polizia che sono state create, le cosiddette U.O.P. I, piuttosto accusano una carenza di mezzi, di formazione e anche di armamenti. Questa è la realtà rispetto alla propaganda”.

Cosa fare per tamponare la situazione che sta descrivendo?

“Prima occorre lavorare sulla sicurezza reale, dopo operare su quella percepita. Le inefficienze ci sono, mancano 50.000 uomini di cui 18.000 della Polizia di Stato”.

Siamo in campagna elettorale, l’allarme terrorismo sembra scomparso però...

“A lei sembra che in Italia esista una libera informazione? Fa comodo cercare di nascondere sotto il tappeto. Lei pensa che a Caltagirone, dove hanno condotto un’operazione con arresti contro clan Santapaola-Ercolano, non ci siano più mafiosi? Allora il problema è che ci sono fenomeni eclatanti, ma ci sono comportamenti criminosi dannosi e diversi che devono essere combattutti nella stessa maniera. Comunque, rimane alto l’allarme terrorismo, non ci sono motivi per doverlo ritenere scemato. Anzi, il quadro internazionale ci fa pensare che il fronte del Califfato dalla Siria possa agevolmente sposarsi verso Occidente”.

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