Popolari, De Benedetti parlò con Renzi. Cos’è l’insider trading

Politica

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Caso Popolari. Per Renzi un nuovo capitolo, ma stavolta c’è anche l’ingegnere De Benedetti. Al centro delle presunte ombre il decreto che trasformò le Popolari in SpA. Adesso occhio alla consecutio temporis.

Il Consiglio dei ministri lo approverà il 20 gennaio 2015, ma quattro giorni prima Carlo De Benedetti sarebbe stato intercettato, e nelle telefonata avrebbe fatto queste rassicurazioni: “Ne ho parlato ieri con Renzi” (come riportano oggi le maggiori testate).

Dall’altra parte un broker e Ad di una società di intermediazione attraverso la quale una SpA controllata dall’imprenditore avrebbe poi investito 5 milioni di euro in azioni di Popolari. 

Adesso. Il Fatto Quotidiano già titola ‘la soffiata da 600000 euro a De Benedetti’, ma per ora si parla di carte secretate della procura di Roma. Certo è che il Presidente del Gruppo Espresso dovrà chiarire i fatti se sono davvero questi gli atti in mano alla magistratura. 

Anche perché si tratterebbe di reati piuttosto gravi.

Le Popolari stanno diventando l’incubo di Matteo Renzi, che già col caso Maria Elena Boschi su Etruria ne ha passati di sospetti e di accuse. Già ai tempi si parlò infatti dei sospetti rialzi (Etruria salì al 65% ricorda il Fatto)  in concomitanza con la riforma delle banche popolari.

Proprio quando molte di loro furono fatte entrare nel mercato quotandosi in Borsa e trasformandosi in Spa, guarda caso la settimana prima del decreto i titoli registrarono picchi importanti. Qualcuno ha saputo prima? E tra questi c’era De Benedetti?  Fatto sta che se così fosse, il rischio sarebbe quello di incappare nel reato di insider trading

Con questo termine si intende la compravendita di titoli (valori mobiliari: azioni, obbligazioni, derivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all’interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio (indicate come “informazioni privilegiate”).

Ovviamente si tratta di un piano privilegiato rispetto ad altri investitori del medesimo mercato che non può essere accettato dalla legge. In questo senso si parla anche di asimmetria informativa ossia di insider trading.

Ai sensi del disposto di cui all’art.184 del TUF compie il reato di abuso di informazioni privilegiate:

« […] chiunque, essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o controllo dell’emittente, della partecipazione al capitale dell’emittente, ovvero dell’esercizio di un’attività lavorativa, di una professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio:

a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente od indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
b) comunica tali informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell’ufficio;
c) raccomanda od induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni indicate nella lettera a). »
mentre l’articolo 181, comma 1, specifica cosa debba intendersi per informazione privilegiata:

« […] si intende un’informazione di carattere preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti strumenti finanziari od uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari. »

Il regolamento Ue n. 596/2014 e la direttiva 2014/57/Ue, sono entrambi destinati ad adeguare ai principi europei il diritto punitivo interno per quanto concerne la fattispecie di abuso di informazioni privilegiate e l’ipotesi di manipolazione del mercato, prevedendo una gradualità delle pene in base alla gravità delle condotte, che vanno dalla sanzione amministrativa fino alla detenzione vera e propria.

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