Esposito (Pd) su Salvini e di Maio pro-euro: “Populismo da risata”

Interviste

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Euro sì, euro no, da Di Maio a Salvini tutti populisti ma non troppo. Parla il senatore Dem Stefano Esposito.

“L’euro? Ora non è più il momento di uscire”. Lo ha detto il candidato premier dei 5Stelle Luigi di Maio nel salotto di Bruno Vespa. Nel frattempo Silvio Berlusconi con un tweet che ha fatto molto discutere ha dichiarato: “Salvini ha da tempo cambiato posizione e non ha più l’idea di uscire dall’euro. Sa che è tecnicamente impossibile”. Eppure sia il M5S che la Lega hanno fatto dell’anti europeismo e della lotta all’euro il loro principale cavallo di battaglia in tutti questi anni. Che fine hanno fatto i populisti? Sui social è bufera tanto su Di Maio che su Salvini. 

Senatore Esposito, Di Maio ha affermato che non è più il momento di uscire dall’euro. Si attendeva un’inversione ad U così eclatante dal candidato premier grillino?

Se devo dirla tutta Di Maio assomiglia ogni giorno di più ad un’autista ubriaco che sbanda ora a destra, ora a sinistra.

Addirittura?

Cambia corsia a seconda degli umori del momento e forse dei sondaggi che gli mostrano quelli della Casaleggio-Associati. Altra spiegazione non la vedo. Un giorno gli dicono che è meglio essere moderati  e quindi dichiarare di essere contrari all’uscita dall’euro per non spaventare troppo elettori e mercati: il giorno dopo gli dicono di tornare ad essere anti-europeista per recuperare il voto di pancia. Penso che da qui al 4 marzo di inversioni ad U da parte del leader 5Stelle ne vedremo in abbondanza.

Populisti ad intermittenza dunque?

Esattamente, ma va bene così visto che gli italiani avranno modo di rendersi conto di quanto sia inopportuno affidare le sorti del Paese a chi sostiene tutto e il contrario di tutto. 

Sull’altro fronte invece è Berlusconi via twitter a dire che Salvini non è più anti-euro. E’ il tentativo di spuntare le armi al segretario leghista smontandone il sovranismo?

Anche qui devo dire che certe uscite non mi sorprendono. Il centrodestra del resto non è una coalizione, ma una sommatoria di partiti senza quasi nulla in comune se non il desiderio di provare a vincere le elezioni unendo le forze. Qui userei la metafora del figlio irrequieto e del padre responsabile.

E chi sarebbero?

Berlusconi è naturalmente il padre responsabile che puntualmente interviene per correggere il figlio un pò esuberante che rischia di fare seri danni in famiglia con certe sue uscite controproducenti. Ci sarebbe da ridere se non fosse che qui è in gioco il futuro del Paese.

Il centrodestra stando ai sondaggi sembrerebbe al momento l’unico schieramento che potrebbe raggiungere la maggioranza assoluta. Che significa? Che gli italiani si fidano del padre responsabile?

Io da parte del centrodestra, e di Salvini in particolare, vedo soltanto una gara agli annunci choc, vere e proprie sparate quotidiane per far leva sulla pancia dell’elettore. L’ultima sparata è sull’abolizione dell’obbligo vaccinale ma qui il gioco si fa pericoloso perché è in ballo la salute delle persone. Comprendo l’imbarazzo di Berlusconi e del resto del centrodestra di fronte ad uscite del genere.

Tutti populisti dunque ma nessuno è poi nei fatti populista?

Io in tutto questo non vedo nessuna svolta. Fra Di Maio e Salvini francamente l’unica cosa che noto con preoccupazione è una corsa a far precipitare l’Italia nel medioevo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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