Silvio e Matteo contro il M5S, alibi per l’inciucio

Politica

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“Ci sono persone che non hanno mai lavorato, che non hanno mai amministrato neppure un condominio. L’87% dei grillini prima di entrare in Parlamento non aveva mai neppure fatto una dichiarazione dei redditi. Dobbiamo fermarli”.

Parole e musica di Silvio Berlusconi nei confronti del Movimento 5Stelle. Ma non è tutto, perché l’ex Cav di “complimenti” ai grillini in questa campagna elettorale ne sta dispensando a iosa. Ecco altre cicche. Ieri nel salotto di Barbara d’Urso ha attaccato ancora: “Nel ’94 scesi in campo perché altrimenti il partito comunista sarebbe andato al potere, solo con la mia discesa in capo e la creazione di Fi riuscimmo ad evitare questo gravissimo pericolo. Oggi c’è in campo il M5s, una formazione più pericolosa dei post comunisti di allora, che somiglia più a una setta che a un partito. Il M5s è quasi una setta, che prende ordini da un vecchio comico e dal figlio sconosciuto dell’altro socio del comico, adesso defunto. Porterebbero l’Italia verso un vero disastro, imponendo una morsa letale sul ceto medio, con un’imposta di successione vicina al 50% e con un’imposta patrimoniale”. Poi in un’intervista al Tg5 ha rincarato la dose: “L’Italia corre un grande pericolo, quello di cadere nelle mani del M5s: assoluti incapaci, che non hanno mai lavorato e pagato le tasse e hanno invidia profonda per chi ha saputo conquistarsi il benessere. Se vincessero distruggerebbero il paese così come stanno distruggendo Roma, come tutti possono vedere con l’emergenza rifiuti”.

Una “violenza” verbale paragonabile soltanto a quella del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. Il quale nei confronti di Di Maio e company ha detto: “La sfida non è tra noi e Berlusconi, ma tra noi e i Cinque Stelle. Non puoi gridare onestà e alla prova dei fatti dimostrarti incapace di risolvere i problemi. Benedetto Croce diceva che governo onesto è quello capace.Per mesi e mesi si è parlato del buon governo dei Cinque stelle a Torino ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura. Noi non vogliamo fare polemica ma mostrare una diversità. Noi siamo gli amministratori che non falsificano i bilanci, non mettono cinque milioni in più a penna. E nella nostra città i revisori dei conti non si dimettono. Non possiamo stare sempre sulla difensiva facendo raccontare che sprechiamo i soldi pubblici, perché non è così. Se con me si fossero dimessi i revisori dei conti, ci avrebbero portato via”.

Insomma, tutti uniti contro i 5Stelle. Sia Renzi che Berlusconi sembrano avere ormai un unico grande nemico, la truppa di Di Maio verso la quale, entrambi, hanno già preso da tempo il mirino caricando i cannoni e sparando alzo zero. Una virulenza che li accomuna e alla quale fa invece da contraltare la sostanziale indifferenza che l’un l’altro sembrano mostrarsi fra loro. Colpi di fioretto più che altro, decisamente poco cosa rispetto alle cannonate che entrambi riservano al quartier generale grillino.

Berlusconi sa leggere i sondaggi meglio di tutti e sa perfettamente che l’unico vero pericolo alla governabilità potrà venire soltanto dai 5Stelle. Un rafforzamento elettorale dei grillini farebbe chiaramente abbassare, non tanto le possibilità di vittoria della coalizione di centrodestra, quanto piuttosto la possibilità di trovare i numeri per futuri governi di larghe intese. Ancora di più dopo le “annusate” che M5S e Liberi e Uguali di Grasso si stanno scambiando da qualche tempo. Un rischio che spaventa sia un Berlusconi sempre più alle prese con un centrodestra litigioso, sia Renzi alle prese invece con una coalizione che ogni giorno di più assomiglia ad una sommatoria di “debolezze”.

Per ciò che riguarda poi il leader di Forza Italia il timore è anche legato alla prospettiva di un possibile futuro matrimonio fra Salvini e Di Maio: perché si sa per certo che il leader del Carroccio sarebbe molto più propenso ad aiutare un governo a 5Stelle, magari anche dall’esterno, che a sostenerne uno modello Patto del Nazareno. Il traguardo delle larghe intese rischia dunque di infrangersi sulla strada del proporzionale dove Di Maio e company tenteranno di fare incetta di parlamentari. Basteranno le cannonate congiunte degli eserciti di Silvio e Matteo (Renzi ovviamente) per fermare l’avanzata grillina? E se è vero che la campagna elettorale è solo all’inizio quante palle (di cannone) serviranno per affondare la nave nemica?

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