Baby gang Napoli, Tonelli (Sap): “Camorra si è fatta Stato. I limiti di Minniti”

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Allarme baby gang a Napoli, il segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) Gianni Tonelli intervistato da Lo Speciale interviene sulla proposta del ministro Minniti di schierare i reparti speciali. E’ quanto emerso dal vertice di ieri presso la Prefettura di Napoli convocato a seguito dei ripetuti atti di violenza che hanno visto protagonisti branchi di minorenni sia nel capoluogo campano che nell’hinterland. Un’escalation che sta rasentando l’emergenza.

Tonelli, che succede a Napoli? Si è fatto un’idea di cosa c’è dietro queste baby gang?

“Mi sembra la scoperta dell’acqua calda. Si tratta di un fenomeno attivo da diverso tempo. Le baby gang sono da sempre il vivaio della camorra, complice anche uno Stato che ormai da tempo ha abbandonato quella che dovrebbe essere una gerarchia di valori. A ciò si accompagna l’assenza stessa dello Stato in quei contesti dove le istituzioni hanno ormai perso la minima credibilità. Nel momento in cui il sistema non funziona, non offre risposte o prospettive alle persone, inevitabilmente si finisce per cercare rifugio nella criminalità organizzata. In questi vivai di criminalità dove la gerarchia dei valori è completamente capovolta anche i comportamenti criminali finiscono per essere meritori”.

Serve inviare l’esercito come suggerito da più parti?

“E’ utile sicuramente a vendere fumo. Il problema delle baby gang non è affatto un problema di controllo del territorio. Se pensiamo all’accoltellamento del ragazzo tornato a scuola l’altro giorno appare chiaro che l’esercito può fare molto poco. Sono altri gli strumenti di cui vi è bisogno”.

I reparti speciali annunciati dal ministro Minniti per esempio?

“Serve un’attività fortemente investigativa ma il problema è che se continuiamo a risparmiare sulla sicurezza, a tagliare gli organici della polizia, a smantellare i presidi territoriali, le investigazioni saranno sempre meno efficaci così come il controllo stesso del territorio. Poi quando ci troviamo in emergenza spuntano le misure speciali”.

Secondo il ministro non è soltanto un problema di carattere penale, ma soprattutto sociale da affrontare anche sul piano educativo. E Saviano ha proposto l’invio di un esercito di assistenti sociali. E’ d’accordo?

Manca lo Stato in tutte le sue articolazioni, non è questione di magistratura o di servizi sociali. Lo Stato deve tornare in quelle zone a dare risposte in campo sociale, economico ed occupazionale, poi deve ripristinare la garanzia del diritto e del rispetto delle regole e una volta fatto ciò allora procedere con la repressione. Lo Stato in una sola parola deve tornare ad occupare gli spazi che la camorra gli ha sottratto impadronendosi del futuro dei giovani”.

La legislatura è ormai chiusa. Soddisfatto dell’operato del ministro Minniti?

“Non esiste paragone con il suo predecessore Alfano, Minniti è sicuramente persona capace e competente. Diciamo che è un ottimo fantino a cui è stato affidato un brocco. Con tutti gli sforzi del mondo non è possibile trasformare un brocco in un campione e le capacità di Minniti sono andate a scontrarsi purtroppo con le falle di un sistema che forse è addirittura peggiore di un brocco”.

 

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