Blitz antimafia cinese in Europa, Rinaldi: “E’ un bluff che fa comodo a qualcuno”

Interviste

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Operazione della Polizia contro la mafia cinese con centinaia di agenti. Gli arresti sono stati eseguiti in varie città italiane, ma anche in diversi Paesi Ue. Secondo l’indagine i soggetti erano appartenenti ad un’organizzazione mafiosa che agiva muovendosi su più fronti. Lo Speciale ha intervistato Antonio Maria Rinaldi, l’economista che con il suo ‘Scenari Economici’ analizza molti fenomeni controversi. 

Rinaldi, cosa ne pensa del blitz della Polizia contro la mafia cinese in Europa? 

“Sono le famose notizie di distrazione di massa, ci sono ben altri problemi mi lasci dire. Il fatto di ricorrere ad altre notizie per distrarre l’opinione pubblica, diciamo che fa gioco a qualcuno. Faccio una battuta: il caso di Al Bano e di Romina Power ne è un esempio. Si sta parlando diffusamente di questo gossip di coppia e la notizia oggi trova spazio nelle prime pagine. Insomma, ci sono ben altri argomenti da affrontare. A meno che questo non faccia comodo a qualcuno”. 

Si, certo. Ma ora non mi vorrà dire che il problema cinese non esiste?  

“Il discorso della Cina è molto complesso. Si è lasciato fare negli anni passati di tutto, è stata permessa ogni cosa. Per questo ora fare operazioni spot non serve a nulla, se non a livello mediatico. Il problema è non solo nei confronti dei cinesi, ma anche di altre etnie. Abbiamo visto come godono di determinate impunità, che gli operatori italiani non riusciranno mai ad essere competitivi se non saranno messi sullo stesso livello. In primis i cinesi non sono in regola con una serie di normative che riguardano i lavoratori per esempio. Non c’è neanche un effettivo controllo. E poi lo sappiamo che possono godere di una rete di omertà, chiamiamola così, che gli consente di avere un costo del lavoro più che dimezzato rispetto ai concorrenti italiani. Quindi se si somma tutto, e si calcola che sono nati negozi come funghi in tutte le città italiane che fanno prezzi stracciati, si capisce perché hanno fatto fuori la concorrenza nostrana. Perciò il problema non si risolve col blitz del giorno, ma bisognerebbe fare controlli a tappeto e sanare quanto detto sopra”. 

Si può ancora fare qualcosa o la situazione è talmente fuori controllo da essere irrecuperabile? 

“Se il governo centrale ha la volontà di farlo si può fare. Il fisco italiano monitora perfettamente gli italiani, non si capisce perché questi controlli non sono applicati anche per le altre attività straniere in Italia. Le leggi sono uguali per tutti. O fa comodo a qualcuno questo stato dei fatti? A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre. Forse c’è qualche accordo dietro, non saprei. Il fatto però è questo: sono stati usati due pesi e due misure. Gli italiani devono essere uniformati, ci sono differenze assurde a favore delle altre etnie. Se un italiano deve aprire un’attività all’estero è ultra monitorato. Perché qui no?”. 

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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