Sondaggi elezioni politiche 2018. E’ lotta centrodestra-M5s

Politica

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Oggi i partiti consegnano ufficialmente i simboli con cui correranno alle elezioni del 4 marzo. Rispetto alla settimana scorsa è cambiato poco. Il centrodestra supera il 37%, il Movimento 5 stelle è saldamente primo mentre il Pd continua a scivolare verso il basso. E’ quanto ci dicono, allo stato attuale, i sondaggi sulle elezioni politiche 2018.

La media delle rilevazioni di sette istituti (Emg, Demopolis, Tecnè, Noto sondaggi, Index research, Swg e Ipsos) che prende in esame la settimana tra 7-13 gennaio fornita da Termometro politico vede i pentastellati tra il 26,7% e al 29,1% con una media del 28,1% a circa 5 punti dal partito di Matteo Renzi attestato attorno al 23%. Tutti i sondaggi mettono in luce un arretramento rispetto al mese scorso.

LEGGI QUI LA SCHEDA SULLA LEGGE ELETTORALE

Il centrodestra viaggia spedito con una media vicina al 37,1%. Per quanto riguarda i rapporti di forza all’interno della coalizione, comanda ancora Forza Italia rispetto alla Lega. Lo scarto medio tra i due partiti è del 2,6%. Il partito di Berlusconi è al 16%, quello di Salvini si ferma al 13,4%. Fratelli d’Italia ha una media del 5,4%.

Interessante il caso di Liberi e Uguali che non evidenzia un trend coerente fra i vari istituti rispetto ai dati di fine 2017. La media raggiunge il 6,2% con un intervallo che dal 5% (Noto) arriva fino al 7% (Demopolis).

Il Corriere della Sera di oggi riporta le rilevazioni di Ipsos sui singoli collegi elettorali. Il centrodestra si prende il Nord. Il centrosinistra si difende nelle storiche regioni rosse (Emilia Romagna e Toscana) ma crolla fragorosamente nelle Marche. La coalizione di centrosinistra è, invece praticamente esclusa dalla partita tra centrodestra e grillini. Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia vanno forte in Veneto e Lombardia. La coalizione si accaparra 31 seggi su 35 in Lombardia e 16 seggi su 19 in Veneto lasciando poco agli altri con centrosinistra e M5s che si devono accontentare delle briciole: 7 seggi in tutto, 5 per i primi, 2 per i secondi. In Piemonte il centrodestra primeggia in 11 collegi rispetto ai 3 che conquistano sia i 5 stelle che il centrosinistra. Il fronte guidato dal Pd va meglio solo in Trentino Alto Adige con 4 collegi rispetto ai 2 del centrodestra (niente per il M5s). In Liguria è il Movimento 5 Stelle a strappare tre seggi contro i due del centrodestra e uno solo del centrosinistra. In Friuli Venezia Giulia la coalizione FI-Lega-FdI-centrista si piazza avanti per quattro seggi ad uno con il centrosinistra. Nulla per i pentastellati.

Il Pd è trincerato nelle regioni rosse. In Toscana il centrosinistra potrebbe conquistare 11 seggi su 14 (2 al centrodestra e uno al M5s). In Emilia Romagna sono a portata di mano 12 seggi su 17.

Nel Lazio lo scenario è più equilibrato. Secondo le stime di Ipsos 11 seggi al centrodestra, 7 al M5S e 3 al centrosinistra.

Nelle regioni meridionali la sfida, invece, è limitata a M5s e centrodestra. In Puglia, Campania, Sicilia e Calabria la coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni è avanti. La differenza è netta solo nella prima (12 a 5), mentre è meno netta nelle altre. I pentastellati vanno bene in Campania e in Sicilia (dove soccombono per 11 a 9). Vero e proprio boom per i grillini in Sardegna dove si prendono 3 seggi su 6 (2 al centrodestra e uno al centrosinistra. Scenario a tinte fosche per il centrosinistra che racimola appena 4 seggi in 6 regioni.

Youtrend confezione per l’agenzia Agi un focus sui partiti minori. Nessuno dei mini-partiti (+ Europa, Possibile, Civica popolare) di centrosinistra ottiene valori prossimi alla soglia di sbarramento del 3%. Però sono stimati al di sopra dell’1%, una soglia importante perché permette a chi  la supera di portare i propri voti in dote alla coalizione. Nel centrodestra c’è Noi con l’Italia che alcuni istituti stimano al di sopra del 2%, non troppo lontano da quel 3% che consentirebbe di eleggere i propri candidati anche nella parte proporzionale.

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