Trump, guerra delle lavatrici per ripulire l’economia dalla concorrenza straniera

Economia Politica

Condividi!

A un anno esatto dal suo insediamento e mentre a Davos si celebra la globalizzazione economica Donald Trump ha annunciato l’imposizione di dazi del 30 per cento sull’importazione di lavatrici e pannelli solari. 

La guerra delle lavatrici e dei pannelli solari – La decisone, che è già al secondo anno, prende le mosse dalle raccomandazioni della Us International Trade Commission, secondo la quale l’aumento delle importazioni di pannelli solari e lavatrici danneggiano i produttori nazionali. «La decisione del presidente conferma, ancora una volta, che l’amministrazione Trump difenderà sempre i lavoratori americani, gli agricoltori, gli allevatori e il business», ha dichiarato rappresentante per il Commercio Usa, Robert Lighthizer.

LEGGI QUI L’INTERVISTA A BAGNAI SU DAVOS E LIBERISMO

Le proteste dei giganti economici dell’Asia – La linea dura dell’amministrazione sugli scambi commerciali ha messo in allarme la Cina e la Corea del Sud che hanno reagito annunciando un ricorso all’Organizzazione Mondiale del Commercio. Pechino è grande esportatore di pannelli solari mentre Seul è la patria di Samsung e Lg, sono i  colossi degli elettrodomestici che vendono i loro prodotti in tutto il mondo. Ma anche il World Trade Organization (Wto) è stata messa nel mirino di Trump. Pilastro e garante delle regole degli scambi internazionali è stata criticata dal presidente che ha già detto di voler abbandonare l’organismo di risoluzione delle controversie.

Le motivazioni della scelta di Trump – Il magnate si è preso la Casa bianca con la promessa di difendere le imprese americane. Suniva e la SolarWorld Usa sono produttori di celle e moduli fotovoltaici con base negli Stati Uniti finiti in grosse difficoltà anche perché esposte alla concorrenza delle imprese dell’Asia. Attraverso l’”America first” l’amministrazione repubblicana punta alla creazione di 100mila posti di lavoro sul territorio americano.

Le misure – I dazi che colpiranno le lavatrici prodotte al di fuori degli Usa saranno all’inizio del 50%, dureranno per sei anni e andranno nel tempo a scalare. La Cina esporta il 90% della sua produzione di pannelli solari in Europa e negli Stati Uniti. Per limitarne lo sbarco sul mercato domestico, Washington ha pensato a una tassazione aggiuntiva che all’inizio sarà dal 30% con un decremento che porterà il dazio dell’ultimo anno a quota 15%.

Non è un caso che per una misura con un effetto mediatico così importante, Trump abbia scelto di farlo coincidere con l’apertura dei lavori del World Economic Forum che si concluderanno il 26 gennaio. Sul Corriere della Sera Giuseppe Sarcina spiega: “Gli Usa si riforniscono di elettrodomestici «bianchi», come sono chiamati in gergo, soprattutto da due grandi gruppi della Corea del Sud: Samsung e Lg Electronics. Il segnale è molto chiaro. Se sono in gioco “gli interessi delle industrie e dei lavoratori americani Trump non fa distinzioni”. Anche gli alleati più strategici, come è il caso della Corea del Sud, possono finire tranquillamente sulla lista nera.

Tagged

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.