Trump a Davos a sparare a zero sui globalisti: modello Usa ucciderà la Ue

Politica

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“Trump is not welcome”? Alle proteste anti-Donald a Davos, Trump risponderà giovedì con i fatti: la forza dei suoi successi in campo economico e anti-globalisti. “Con il taglio delle tasse gli Usa ruberanno capitali e aziende alla Ue” riferiva ieri intervistato Francesco Daveri, economista della Bocconi, parlando della “guerra di modelli economici” che sta portando avanti il presidente Usa. Insomma gli Stati Uniti stanno diventando “una vera e propria calamita” alla faccia del debito, delle imposte, degli sterili calcoli matematici. 

Una riforma in deficit che nel lungo periodo forse comporta qualche rischio, ma gli Stati Uniti possono permettersela “perché possono svalutare il dollaro” ammette Daveri. Ops… ma lo ha proprio detto?

L’economista leghista Borghi, la cui candidatura ieri è stata ufficializzata insieme al collega e No Euro Prof. Alberto Bagnai, non si è fatto sfuggire l’ammissione “bocconiana” di un’alternativa all’approccio economico modello Ue e ha twittato: “Qui siamo al sublime: se noi diciamo di voler tagliare le tasse siamo dei pazzi e faremo saltare i conti pubblici, se lo fanno gli altri invece… ma leggete in basso a destra “gli Usa possono farlo perché possono permettersi di svalutare il dollaro”. ??? MA… MA… MA…”. 

Ricordiamo tutti quando Padoan insieme ai colleghi europei provò a suggerire a Trump di “non diminuire le tasse”. E sappiamo tutti che la moneta unica europea è sinonimo di perdita della sovranità. Insomma sembra proprio che noi (Italia) abbiamo deciso (o qualcuno ha deciso per noi) di metterci tanti chili al collo per far piacere a lobby e poteri forti, mentre gli altri si alleggeriscono anche dello zainetto. 

Ma fare gli interessi del proprio Paese non è permesso a tutti. Per molti brillanti professori economisti sarebbe “concorrenza sleale”, invece che sacrosanta politica economica, oppure lo chiamano populismo. 

Eccone la prova. Rappresenta invece il pensiero del tetto del 3% e globalista Paolo Gentiloni che è volato a Davos a rassicurare il mondo sul risanamento delle finanze pubbliche e a sostegno dell’Europa. Alle prossime elezioni in Italia “non trionferanno i populisti e gli anti europei” ha subito dichiarato premier che ha aggiunto: “Dobbiamo essere molto attenti con queste elezioni a non interrompere il processo di riforme che abbiamo realizzato negli ultimi cinque anni con lo sforzo dei lavoratori e delle imprese italiane. Sarebbe molto grave. Siamo sulla strada giusta, visto che l’economia è tornata a crescere, ma come tutti sappiamo il fatto che abbiamo numeri di crescita positivi non comporta automaticamente che abbiamo risolto tutti i nostri problemi sociali e politici”.

Insomma, in Italia la svolta Usa per ora sembra impossibile.

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