Voto, critica alle ammucchiate incoerenti: che destra e sinistra sono?

In Rilievo

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Di Amedeo Giustini

Elezioni, destra sinistra o centro?

Sono venticinque anni che la politica italiana vive una fase di transizione. Siamo passati da un sistema elettorale proporzionale al maggioritario, per poi ritornare ad un sistema misto non definibile. Dalle ammucchiate, al bipolarismo, da un progetto di bipartitismo all’intreccio tra partiti incompatibili. Se destra e sinistra non esistono più, ma è solo un’illusione, esistono i partiti persona che dureranno poco.

Se Renzi fallisce, non ci sarà più il PD ma un’altra cosa, solo Berlusconi sopravvive a se stesso per gli strumenti in suo possesso e per “l’incapacità” dei quarantenni, leggi Meloni e Salvini, che sono riusciti nel miracolo di far resuscitare, come Gesù fece con Lazzaro, l’anziano Silvio.

Hanno scelto la via più breve per vincere, ma non per governare questo Paese. Se la società è in piena involuzione culturale ed economica lo è anche la politica. Siamo tornati indietro alla Prima Repubblica dove si sceglieva dopo le elezioni il Presidente del Consiglio, ma con l’aggravante che la classe politica è regredita culturalmente e risponde al solo criterio di fedeltà al capo di turno.

Possiamo definire il momento che stiamo vivendo come una transizione nella transizione, un incubo senza fine, un tunnel infinito dove non si vede luce. Il M5S è solo l’effetto di una malattia prodotta dalla vecchia politica che utilizza la demagogia, la bugia in servizio permanente effettivo nell’azione politica.

Si parla spesso di competenza e incompetenza in questa campagna elettorale appena iniziata ma sono due termini che sono da tempo spariti nella politica di questo ultimo quarto di secolo. L’incompetenza esisterebbe solo se avessimo un termine di paragone da avvicinare alla competenza.

Siamo stati testimoni invece dell’ “inesistenza” che ha prodotto leggi incostituzionali, che ha peggiorato la scuola e la qualità della vita dei cittadini. Questi “inesistenti” oggi promettono miracoli economici, mance ai cittadini, riduzioni drastiche delle tasse e abolizioni di leggi sulla previdenza.

La credibilità della classe politica da una parte e la memoria, unita all’informazione dei cittadini dall’altra, dovrebbero essere elementi fondamentali per scegliere nel segreto dell’urna il partito o il movimento in cui maggiormente ci riconosciamo.

Quando viene meno la credibilità di una classe politica che ha governato e non realizzato molti punti che sono centrali in questa campagna elettorale, quando la memoria diventa molto corta e quando l’informazione non verifica la sostenibilità di una promessa elettorale tutto è possibile.

Si parla solo di soldi, di fisco, di bonus, di pensioni e non si parla abbastanza di valori, di famiglia, di ricerca, di cultura, di giovani, di ambiente e territorio, di qualità della vita. Una destra che così continua a definirsi, ma che non sa nemmeno comprendere la differenza tra ciò che è tradizionale e ciò che è naturale, tra famiglia tradizionale e famiglia naturale. Da una destra così cosa possiamo attenderci di buono se non che vedremo cambiare pian piano, sotto il nostro naso, le nostre tradizioni che andranno nel senso opposto di ciò che la natura prevede.

Che Destra è se non combatte abbastanza il relativismo, ossia la differenza che esiste tra il bene e il male, se il rispetto della legalità vale solo per i cittadini e non per i colletti bianchi e per chi fa politica, se la famiglia è solo uno strumento di propaganda e non di testimonianza.

Che Sinistra è se alimenta il precariato, distrugge la scuola e la famiglia naturale, i diritti frutto di battaglie sociali e sostituisce il “Noi”con l’ “Io” e le sue pulsioni.

Che Centro è se non ha più potere di moderazione, di interdizione e di mediazione ma solo simboli per racimolare qualche voto in più di qualche vecchio nostalgico della DC.

Ammucchiate incoerenti, dai programmi contraddittori che mai potranno essere realizzati e che alimenteranno la delusione, lo sdegno, il distacco e che alimenteranno partiti o movimenti che rappresentano un naturale sfogo contro la cattiva politica.

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