Liste PD, i più odiati e i più amati (via Twitter)

Politica

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La nuova versione del Partito Democratico a trazione iper-renziana avrà strascichi molto rilevanti sul futuro prossimo del partito e non solo sulle prossime elezioni.
«Abbiamo escluso nomi eccellenti? Il ricambio e il rinnovamento sono cose fisiologiche»,  ha detto con sicurezza il segretario che ha anche chiesto di smetterla con le polemiche perché quella che è venuta fuori è «la squadra migliore per vincere». Molti non hanno accolto il suo invito e le critiche ai metodi e ai nomi da mettere in lista hanno travato tanto spazio sui social network. Come spesso succede, tenere sotto controllo Twitter aiuta a capire come la pensano gli elettori.

LEGGI QUI LA SCHEDA SULLA LEGGE ELETTORALE

Maria Elena Boschi sarà candidata nel blindatissimo uninominale di Bolzano dove dove il PD è alleato con la Sudtiroler Volkspartei. Se non dovesse andare bene lì c’è il paracaduto in terra siciliana, nei collegi di Ragusa-Siracusa, Messina e Palermo provincia.

 

 

Anche la candidatura di Pier Carlo Padoan ha fatto rumore. Il ministro dell’Economia è stato scelto per correre nel collegio uninominale di Siena e provincia. Una scelta con cui Renzi vorrebbe rivendicare i risultati ottenuti nel salvataggio del Monte dei Paschi di Siena. «Io sono fiducioso che molto presto non servirà l’aiuto statale» ha spiegato Padoan, «Mps sta attuando un piano di ristrutturazione in accordo con le autorità europee. Questo fa parte dell’accordo della ricapitalizzazione precauzionale, dove lo Stato ha dato un contributo importante». Su Twitter la pensano diversamente:

 

 

E veniamo alle new entry. E’ stata accolta con una certa sorpresa la candidatura di Francesca Barra. La giornalista, compagna dell’attore Claudio Santamaria, correrà a Matera. Come qualcuno fa notare su Twitter le sue posizioni non sono state sempre allineate con quelle di Matteo Renzi.

 

Altri non la ritengono adatta alla politica.

Ma c’è anche chi di consensi ne raccogli parecchi. E’ il caso di Lia Quartapelle, giovanissima deputata (si dice vicina a quell’area del partito che faceva riferimento all’ex presidente Giorgio Napolitano) che dopo un’iniziale esclusione si è ripresa un posto in lista.

 

Roberto Giachetti aveva chiesto al segretario del PD poter correre “senza paracadute”, solo all’uninominale al collegio 10 di Roma, uno “di quelli persi”. È stato parzialmente accontentato. Parzialmente, perché Giachetti è finito all’uninominale a Sesto Fiorentino, nella rossa Toscana, uno di quelli facili. Scelta che comunque è stata aprezzata dalla Rete.

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