Seggio all’estero, Antonio Razzi (Fi): “Stasera vedrete. Salvini? Un amico”

Interviste

Condividi!

Il senatore Antonio Razzi ripescato con un seggio all’estero? Sarebbe stata questa l’offerta avanzata da Forza Italia per recuperare in extremis uno dei parlamentari che nel 2010, passando dall’opposizione alla maggioranza, salvò il governo Berlusconi rimasto orfano dei finiani di Futuro e Libertà. Si, no, forse, non si capisce bene se la proposta sarà accettata o meno. Lo Speciale ha raggiunto il senatore Razzi che nei giorni scorsi non aveva mancato di esternare tutta la sua delusione per l’esclusione dalle liste plurinominali dicendosi profondamente deluso da Berlusconi.

Senatore, allora è fatta? Candidato in un collegio estero?

“E chi lo dice? I giornali? Quante cose scrivono i giornali che io non so”. 

Mi sta dicendo che nessuno da Forza Italia l’ha contattata per formularle l’offerta?

“Si, mi ha chiamato il capogruppo al Senato Paolo Romani, ma io gli ho risposto di no”.

Perché

“Perché è impossibile che possa organizzarmi in due settimane. All’estero si comincia a votare il 20 febbraio.  La campagna elettorale è molto difficile. Mi sarei aspettato un seggio in Abruzzo visto che per cinque anni ho lavorato per l’intera regione. E’ vero che sono stato eletto due volte all’estero ma ricominciare daccapo non mi va proprio. Anche se poi alla fine non è che le sfide difficili mi spaventino”.

Quindi fermo un giro?

No, assolutamente. Se esco, esco definitivamente. Non è che poi mi fermo e riparto. Se mi fermo, mi fermo. Punto e basta”.

C’è tempo fino a stasera per ripensarci. Tutto può ancora accadere?

“Non lo so, aspetto sempre qualcuno o qualcosa”.

Per caso che la chiami Berlusconi e le chieda personalmente di candidarsi?

“Ma no, che c’entra questo!”

Berlusconi non l’ha chiamata mai in questi giorni?

“Assolutamente no”.

Eppure le dovrebbe essere riconoscente, o no?

Ma no, quelle sono cose private e personali”.

Mica tanto, lei è uno di quelli che ha salvato il suo governo. Insomma non proprio  “pinzellacchere” come direbbe Totò.

“Evidentemente hanno trovato persone più intelligenti di me. Però certo, una telefonata poteva anche farmela. Non è che doveva darmi per forza un seggio. Poteva dirmi: ‘Antonio grazie di tutto, ma purtroppo non abbiamo trovato un seggio per te. Abbiamo trovato altri scienziati della politica’. Mi sarebbe bastato questo”.

Per chi voterà quindi?

“Per Berlusconi”.

Come per Berlusconi?

“Per me resta il numero uno”.

Non le conveniva rivolgersi in altre direzioni? Salvini per esempio, o la Meloni?

“Che c’entrano loro? Loro hanno un altro partito politico. Anche se Salvini è un amico non è che poteva chiedermi di andare con lui. Lo avesse fatto gli avrei risposto di no, perché comunque io sto con Berlusconi”.

Però se il leader del Carroccio è stato in Corea del Nord lo deve a lei, o sbaglio? 

“Quella è un’altra cosa. Salvini voleva visitare la Corea del Nord e io l’ho portato con me. E’ rimasto soddisfatto. Ha detto cose che io dicevo da anni, però a lui hanno creduto a me no. Mi hanno sempre preso in giro quando dicevo che la Corea del Nord era come la Svizzera. Ma io non mi riferivo alle banche  o al sistema di governo. Mi riferivo al fatto che in Corea del Nord come in Svizzera regnano ordine e pulizia. Spesso voi giornalisti scambiate ceci per lenticchie”.

Senatore, lei è un personaggio simpatico, è apprezzato per la sua ironia e per essere sempre stato al gioco. Le ha fatto piacere leggere sui social tanti commenti in suo favore e contro la sua esclusione?

“Sulla rete ho ricevuto tanto affetto e mi ha fatto piacere. Io sto in mezzo alla gente e ai giovani. Sono riuscito a far sapere cos’è il Senato ai giovani. Tutti i ragazzi che sono venuti in visita in Senato in questi anni la prima cosa che hanno chiesto entrati nell’emiciclo è stato di sapere dove sedeva il senatore Razzi. Scusate se è poco”.

Tagged

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.