Unioni civili, parla Adinolfi (PdF): “Il caso Roccella è un bluff”

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Eugenia Roccella di “Idea- Noi per l’Italia” ha annunciato che se il centrodestra andrà al Governo abolirà la legge sulle unioni civili; Mario Adinolfi leader del Popolo della Famiglia la bolla come una boutade e spiega perché la promessa della senatrice ex Ncd non potrà trovare seguito. La Roccella ha parlato dal palco del convegno organizzato dal Family day a Roma, alla presenza di Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Stefano Parisi. Nessuno si è dissociato, nemmeno Parisi che pure da candidato sindaco di Milano disse che non avrebbe avuto alcun imbarazzo a registrare un’unione gay.

Adinolfi, la Roccella annuncia l’abolizione della legge Cirinnà e i leader del centrodestra presenti alla manifestazione, con il loro silenzio sembrerebbero essere d’accordo. Ma è davvero così?

“Mi spiace per la senatrice Rocella ma forse non si è accorta che Matteo Salvini, oltre a non essersi detto contrario alle unioni civili, ha appena candidato come ministro della Giustizia in un ipotetico futuro governo del centrodestra, l’avvocato Giulia Buongiorno paladina della legge Cirinnà e della legge sull’omofobia. Il centrodestra è composto da Forza Italia che ha all’interno parlamentari come Renata Polverini che vanno direttamente al gay pride. Anche Salvini intervistato da Pierluigi Diaco ha ceduto sul tema, dicendo che per lui le unioni civili non sono un problema.  Mi pare evidente che se si vuole davvero far saltare la legge Cirinnà non resta che votare il Popolo della Famiglia. Anche perché, mentre l’abolizione della legge è scritta nero su bianco nel nostro programma elettorale, non è invece presente in quello del centrodestra”.

La Cirinnà ha detto che abolire la legge sarebbe anticostituzionale. Come risponde?

Rispondo che è la Cirinnà ad essere incostituzionale nel momento stesso in cui prevede un trattamento diverso in materia di reversibilità della pensione fra coppie omosessuali e coppie etero unite soltanto civilmente. Paradossalmente una legge concepita per combattere le discriminazioni finisce per discriminare. Una discriminazione che a nostro giudizio è in violazione palese della Costituzione che proibisce trattamenti diversi sulla base dei diversi orientamenti sessuali. Basterebbe questo per affermare l’incostituzionalità della Cirinnà che la Corte Costituzionale non ha ancora esaminato. Quando lo farà forse qualche giudice privo di paraocchi evidenzierà questa e altre anomalie”.

La Roccella sta puntando chiaramente al voto cattolico, ma è espressione di un partito piccolo che potrebbe anche rischiare di non raggiungere la soglia di sbarramento. Non c’è il rischio che i voti dei cattolici pur dati in buona fede, finiscano nel calderone di un centrodestra sostanzialmente laicista?

“Infatti sarebbe un errore gravissimo per i cattolici votare i partiti del centrodestra. Non devono cadere nella trappola di chi soltanto oggi in campagna elettorale riscopre la difesa dei temi etici. I governi di centrosinistra che hanno partorito le peggiori leggi, lo hanno sempre fatto con i voti decisivi del centrodestra. Chi vuole mettere fine a tutto questo deve votare il Popolo della Famiglia. Questa legge elettorale consente di mettere una sola croce su un solo simbolo. Chi sceglierà il simbolo dei partiti satellite del centrodestra deve sapere che insieme alla Roccella rischierà di mandare in Parlamento anche Maurizio Lupi ed Enrico Costa che hanno votato in favore della Cirinnà tradendo la piazza del Family Day. Bisogna far saltare definitivamente lo schema della contrapposizione centrosinistra-centrodestra perché entrambi sono uniti dalla stessa visione laicista della società che rischia di partorire altre leggi come questa”. 

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