Unioni civili, Aurelio Mancuso : “Roccella pericolosa, ma c’è Berlusconi”

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Aurelio Mancuso, già presidente di Arcigay e oggi a capo di Equality Italia commenta con Lo Speciale le dichiarazioni della senatrice Eugenia Roccella esponente di Idea-Noi per l’Italia: “Se il centrodestra andrà al governo abolirà la legge Cirinnà”. Dichiarazioni che hanno indignato il mondo Lgbt  che tanto si è battuto per l’approvazione della legge che ha regolamentato le unioni civili fra persone dello stesso sesso e che oggi teme regressioni rispetto ai progressi ottenuti.

Mancuso, la speventano le dichiarazioni di Eugenia Roccella?

“La Roccella rappresenta la parte più reazionaria del centrodestra e non è certo una novità che si sia battuta insieme a Giovanardi ed altri fino all’ultimo contro la legge Cirinnà. Fortunatamente nel centrodestra non c’è soltanto lei, ma in Forza Italia c’è un’ala liberal che non credo potrà condividere una simile idea. Penso a persone come la Carfagna o la Prestigiacomo, ma anche ad altri parlamentari vicini a Berlusconi”.

Anche Salvini potrebbe essere un vostro prezioso alleato visto che ha candidato Giulia Buongiorno che è da sempre favorevole alle battaglie del mondo Lgbt?

” Questo no, anche perché Salvini era presente all’incontro con la Roccella ed è parso condividere quanto da lei detto. La mia preoccupazione è un’altra. Di fronte ad un centrodestra profondamente diviso sul tema delle unioni civili, ciò che temo è una mediazione, non nel segno dell’abolizione, quanto di una modifica della Cirinnà. Anche perché è stata l’Europa a chiederci ripetutamente una legge che regolamentasse le unioni gay e non credo percorribile la strada di un ritorno al passato, cioè a quando non esistevano diritti. Ciò non impedirebbe però un ridimensionamento della legge in modo restrittivo. Spero che ciò non avvenga”.

La stessa Cirinnà ha ricordato quando, dopo l’approvazione della sua legge, fu annunciata l’indizione di un referendum abrogativo che non si è fatto per l’oggettiva difficoltà dei proponenti di raccogliere le firme. Come pensare oggi di abolire la legge di fronte a questo precedente?

Sono cose differenti. Se c’è una maggioranza trasversale che volesse rimettere mano alla Cirinnà potrebbe farlo senza problemi purtroppo. Credo che, sia politicamente che culturalmente, sia molto difficile rimettere in discussione la legge sulle unioni civili anche qualora il centrodestra dovesse avere la maggioranza assoluta. Certo, mi fa riflettere il fatto che appena iniziata la campagna elettorale si vada proprio all’attacco della legge. La Roccella era poi una di quelle che andava dicendo, nei giorni in cui la Cirinnà era in discussione, che con l’approvazione sarebbe stata distrutta la famiglia tradizionale. Nel 2016 dopo l’entrata in vigore delle unioni civili, i matrimoni eterosessuali sono invece aumentati”.

Sempre la Cirinnà sostiene che abolire la sua legge sarebbe anticostituzionale. Condivide?

“Non credo sia anticostituzionale, ma al tempo stesso un’eventuale abrogazione andrebbe contro quanto richiesto dall’Europa. Si riaprirebbe un contenzioso che ci condannerebbe a nuove sanzioni come quelle che ci hanno inflitto prima della Cirinnà. Vorrei ricordare che laddove il centrodestra è andato al governo non solo non ha toccato le leggi sulle unioni civili, ma addirittura come in Inghilterra ha introdotto i matrimoni gay”.

Si sente di lanciare un appello ai leader del centrodestra?

“L’appello lo lancio a Berlusconi visto che gli altri sono tutti co-protagonisti. Voglio sapere da lui cosa pensa delle dichiarazioni della Roccella. L’abolizione della legge è o no nel programma del centrodestra? Dica qualcosa, considerando che anche la Pascale ha preso la tessera dell’Arcigay e si è espressa in favore dei diritti Lgbt. Non credo proprio che il leader forzista abbia interesse a soddisfare certe pericolose pulsioni”.

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