Candidati CasaPound, Di Stefano: “Avv. di Gelli, risse e Spada? Basta, querelo”

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“Elezioni, i candidati di CasaPound: l’avvocato di Licio Gelli, gli amici di Roberto Spada e condannati per aggressione”. E’ il titolo di un articolo de Il Fatto Quotidiano nel quale vengono passati ai raggi x i candidati del principale movimento di estrema destra Casapound. Si parte dell’avvocato Augusto Sinagra che fu legale del Venerabile della Loggia P2 e dei colonnelli argentini responsabili ai tempi della dittatura militare di crimini contro l’umanità, per finire con presunti candidati ritenuti vicini al clan Spada e con alle spalle precedenti penali per aggressione e pestaggi. Lo Speciale ha contattato il vicepresidente di CasaPound Simone di Stefano che contrattacca: “Adesso basta, ora partiranno le querele”.

Di Stefano, è vero che avete candidato l’avvocato di Gelli?

“Il professor Sinagra, ordinario di diritto costituzionale europeo all’Università di Roma La Sapienza non è stato soltanto l’avvocato di Gelli, per altro per un breve periodo, ma tanto altro. Poi da quando in qua l’avvocato di un criminale diventa a sua volta un criminale? In Italia fino a prova contraria il diritto alla difesa è garantito a tutti e gli avvocati ci sono anche per difendere gli imputati. Poi scusate, venite ad accusarci di aver candidato l’avvocato di Gelli quando per anni abbiamo avuto un presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che era iscritto alla P2? Sinagra è una persona rispettabile, si è candidato con noi perché fa parte della destra del passato, visto che appartiene alla generazione degli ex missini che ci siamo sentiti in dovere di rappresentare. Approfitto per ringraziarlo visto che la sua è una candidatura di servizio essendo per altro  in lizza in un collegio uninominale del Senato dove non ha possibilità di essere eletto. Infatti i nostri sforzi li concentriamo sul proporzionale”.

Però vi accusano anche di aver candidato persone vicine al clan Spada. Chi sono queste persone e perché le avete scelte?

“Non ho idea di chi si stia parlando. Non vorrei che si facesse riferimento sempre ai due messaggi che il nostro consigliere comunale di Ostia Luca Marsella si è scambiato anni fa con Roberto Spada quando si trattò di organizzare la festa dei bambini in piazza Gasparri. La Commissione Antimafia si è già pronunciata, abbiamo documenti in mano e questi documenti certificano che non ci sono collegamenti fra CasaPound e la criminalità organizzata. Poi se non è sufficiente nemmeno ciò che dice l’Antimafia ditemi a chi dovremmo rivolgerci: al padreterno forse? Chi continuerà a scrivere o a dichiarare che saremmo collusi con la criminalità da oggi in poi sarà querelato. Questo sia chiaro. Ne abbiamo le scatole piene di queste accuse infondate. Credo che la Commissione Antimafia abbia tutti gli strumenti investigativi per accertare, oltre ogni ragionevole dubbio, se sussistano o meno legami fra forze politiche e mafia”.

E per quanto riguarda i condannati per aggressione?

Senza dubbio fra i militanti di CasaPound ci sarà pure chi ha avuto problemi per risse con i militanti dei centri sociali. Non ci facciamo certo spaventare di fronte alle provocazioni e non scappiamo. Qualcuno indagato e condannato per rissa ci può essere stato. Ma c’è la Legge Severino che ci dice chi può essere candidato e chi no. Per quanto ci riguarda meglio l’avvocato Sinagra, meglio un militante che ha avuto problemi con la giustizia per risse con i centri sociali, che i riciclati degli altri partiti, persone che hanno contribuito al dissesto del Paese o che sono stati arrestati per rapporti con la ‘ndrangheta. E non vado oltre?”

No, ci vada, faccia anche lei le pulci alle altre liste. 

“Ma non ci penso proprio. Le candidature le giudicano gli elettori. I candidati sono scritti nero su bianco sulle schede e sta ai cittadini decidere. Non vado a mettere becco in casa d’altri. La gente sa chi sono gli indagati e i condannati. Ripeto, c’è la Legge Severino e nessuno può permettersi in questo Paese di fare la morale agli altri e giudicare, non lo può fare il Pd, non lo può fare il centrodestra, non lo può fare il M5S. E non intendiamo farlo nemmeno noi”.

Con i vostri candidati pensate di raggiungere l’obiettivo del 3%?

“Non dipende solo dai candidati. Tutto dipenderà dai passaggi televisivi. Fino ad oggi non ci hanno concesso spazi, ma ora che ci siamo candidati in ogni collegio dovremo anche noi avere la nostra visibilità mediatica. Avremo modo di illustrare il nostro programma e sicuramente raggiungeremo il 3%. I nostri candidati andranno in Parlamento a redarguire i traditori della patria che finora, all’insegna del più bieco consociativismo, hanno determinato i tristi destini dell’Italia”.

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