La norma “salva Verdini” non ha funzionato. O forse non esisteva

Politica

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Che fine ha fatto la vituperata “legge salva-Verdini”? Ammesso che sia mai esistita ha funzionato molto bene visto che il suo nome non compare in nessuna lista elettorale.

Eppure alla metà dello scorso ottobre i media fecero un gran parlare di una norma che sarebbe stata inserita nel testo della legge elettorale nel corso della sua approvazione alla Camera. Un emendamento che avrebbe dovuto consentire la rielezione di Denis Verdini, influente senatore uscito da Forza Italia per sostenere il governo Renzi. L’emendamento incriminato sarebbe quello che  prevede che le persone residenti in Italia possano candidarsi nelle circoscrizioni estere.

Alla fine nessuno partito ha deciso di candidare quello che un tempo era uno degli uomini più ascoltati da Silvio Berlusconi. Un paio di settimane fa un articolo di Alessandro Di Matteo pubblicato sulla Stampa raccontava come Verdini stesse provando a presentarsi alle elezioni con una lista messa su insieme al Partito repubblicano. Un piano che sarebbe saltato a causa dell’impossibilità di trovare un grande partito con cui coalizzarsi. A questo punto, stando a un retroscena pubblicato dal Fatto Quotidiano, Verdini avrebbe deciso di sfogarsi con i suoi fedelissimi. «Renzi è un ingrato», avrebbe tuonato deluso e arrabbiato di fronte ad alcuni colleghi parlamentari.

Il Foglio riassume così tutta la vicenda: E vale la pena ricordarlo, considerando che per mesi i giornali, come rammenterà, ci hanno ripetuto, con insistenza, che la legge elettorale, il Rosatellum, era un cavallo di troia per far candidare il nostro amico Denis. Ricordate, no? “Rosatellum, spunta il salva-Verdini”. “Legge elettorale, via libera al salva-Verdini”. Dato che nessun titolo di nessun articolo di giornale lo ricorderà, il titolo lo facciamo noi: “Liste elettorali: non c’è Verdini”. Quando uno dice le fake news.

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