Isis sui barconi, Meluzzi: “C’è un piano di destabilizzazione, presto irrimediabile”

Politica

Condividi!

L’allarme dell’Interpol, sull’arrivo in Italia di alcuni pericolosi miliziani dell’Isis tramite i barconi dei migranti, non ha sorpreso lo psichiatra Alessandro Meluzzi che il pericolo lo ha evidenziato in tempi non sospetti, anche quando dal Governo, a più voci, si affrettavano a negare. Secondo un funzionario dell’anti-terrorismo europeo sentito dal Guardian, i sospetti miliziani dello Stato islamico sarebbero giunti in Italia fra luglio e ottobre dell’anno scorso a bordo di piccole imbarcazioni che sono state abbandonate sulla spiaggia. Alcuni dei fighters, spiega ancora il giornale britannico, erano stati identificati dalle autorità italiane una volta sbarcati sulle coste siciliane. Un allarme che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha però ridimensionato, sostenendo di non avere avuti riscontri in merito a dette segnalazioni, giunte secondo quanto riferito dall’Interpol, al Viminale già a fine novembre.

Meluzzi, la sorprende l’allarme dell’Interpol? Per mesi ci hanno ripetuto dal Governo che i terroristi non arrivavano con i barconi perché si rischiava la vita in mare e invece sembra proprio che alcuni miliziani siano arrivati a bordo delle carrette

“Un allarme purtroppo veritiero di fronte al flusso incontrollato di immigrazione afro-islamica che attraversa il Mediterraneo. Non stanno arrivando soltanto terroristi dall’Iraq e dalla Siria ma secondo queste fonti starebbe arrivando anche tanta mafia nigeriana. Soltanto a Torino sono state condannate 161 persone appartenenti ad un sistema criminale ramificato che va dallo sfruttamento della prostituzione allo spaccio della droga. Tutti quelli che vengono ad alimentare questo circuito, dai senegalesi che controllano il mercato dalla cannabis, ai nigeriani che controllano quello dell’eroina, della prostituzione e delle estorsioni, arrivano purtroppo con i barconi. Naturalmente in mezzo a tanta criminalità ci sono anche i terroristi. Non mi pare che l’Interpol abbia scoperto nulla di nuovo”.

Eppure come detto l’equazione migranti- criminalità è stata sempre smentita. Chi osava sostenere certe tesi veniva accusato di razzismo e di xenofobia

“Ma chi lo diceva? I nostri governanti ai quali personalmente non riconosco la minima credibilità. Bravi soltanto nell’arte della propaganda, salvo poi svegliarsi quando ormai l’emergenza è esplosa”.

Per altro la Procura di Catania da anni andava denunciando il rischio di infiltrazioni mafiose nel traffico dei migranti. Ora vengono alla luce le presunte infiltrazioni terroristiche. Si può affermare che se dei pericolosi terroristi sono arrivati forse c’è stata anche una colpevole sottovalutazione del rischio? 

“Anche questo mi pare ovvio. E’ chiaro che dalle migrazioni non possono arrivarci che guai, traducibili in immensi costi assistenziali, con una spesa di 7 miliardi di euro nell’ultimo anno e mezzo pari al costo di metà finanziaria. Aggiungiamo pure i fenomeni sociali incontrollati, le emergenze sanitarie con l’arrivo di nuove malattie, il ritorno della tubercolosi, della scabbia, di epidemie sconosciute. Mi pare un’emergenza dalle proporzioni apocalittiche. Una certa morale migrazionista temo avesse calcolato tutto, proprio con l’obiettivo di rendere l’Europa un territorio fuori controllo facilmente acquistabile a basso costo dai signori del globalismo. Parlerei di un piano di destabilizzazione sistematica”.

Dal Viminale si sono affrettati a ridimensionare l’allarme dell’Interpol dicendo che non vi sarebbero riscontri alle segnalazioni. Siamo in campagna elettorale. Fino ad oggi ci hanno sempre rassicurato sul fatto che l’allarme terrorismo fosse sotto controllo. Oggi può far comodo a qualcuno innalzare il livello di rischio?

“Non credo, semmai è il contrario. Chi gestisce i flussi ha tutto l’interesse a mantenere la situazione sotto controllo anche perché l’allarme terrorismo non farebbe che chiudere le porte. Il flusso deve continuare almeno fino a quando la situazione non sarà diventata irreversibile. L’Italia è il principale porto di sbarco e una chiusura dei porti rovinerebbe i piani ai suddetti signori del globalismo. Il problema è che la situazione non tarderà a diventare irrimediabile”.

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.