Tante battaglie per le minigonne e finire a vietare le ombrelline? Effetto islam

Politica

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Tante battaglie per la libertà e poi vietare alle donne di fare le ombrelline? Qualcosa non fila nel ragionamento della Formula 1. Dal mondiale 2018 alle avvenenti ragazze sarà vietata la griglia prima dei GP. Secondo il manager Bratches “era una cose da aggiornare per la nostra visione di questo sport: anche se esisteva da tempo”. Il riassunto del suo ragionamento è questo: “La riteniamo una pratica in contrasto con le norme della società civile e non appropriata per la F.1”.

Ma ricordate le battaglie per minigonne, tacchi a spillo e scollature vertiginose? Perché se l’utero era mio e lo gestivo io, figurarsi il corpo e l’estetica. Siamo tornati indietro in nome di quali valori? Perché è qui che si nasconde il tranello.

Partiamo dalla premessa: Chi mi vieta di fare l’ombrellina, qualora io la volessi fare, mi sta censurando? Sta limitando la mia libertà? D’altronde ci abbiamo costruito un vero e proprio pensiero su queste battaglie, le abbiamo vendute come capisaldi di civiltà, abbiamo raccontato una storia di emancipazione femminile conquistata.

Ci fanno tornare a dire: “Quando la donna era libera…”?

Che la minigonna non rappresenti la libertà in toto lo abbiamo detto in tante, ma nessuno ci ha mai ascoltato. Ma è nei Paesi musulmani che si dettano le regole e si impediscono mestieri (lasciate fuori il non mestiere della prostituzione) alle donne. Dunque l‘Occidente in nome di cosa sta effettuando un nuovo cambiamento radicale? Prima era contro il modello cristiano di società e ora è per quello islamico?

E’ una mentalità quella della Formula 1 che se mi trova in linea dal punto di vista se vogliamo morale (anche per me non è l’immagine della donna ideale da promuovere) dall’altro lato mi crea un interrogativo serio sulla perdita del concetto di libertà, per come l’abbiamo vissuto almeno finora. Stiamo abdicando a delle conquiste a favore di un nuovo modello dove la parità è ancora più lontana per assurdo.

E’ sempre la società maschile poi, la Formula 1 (si sa) non è composta da una maggioranza di donne, che decide su che mestiere “più consono al rosa”? Dov’è la tanto auspicata uguaglianza tra uomini e donne? Siamo sicuri che si raggiunge con i divieti?

Trattasi al limite anche del più insulso moralismo americano che di vera e autentica battaglia di civiltà non ha nulla, anzi si intravedono già i rischi. Basta solo che alla fine non decidano di dare gli ombrellini agli uomini, per raggiungere una parità che non c’è se non nel rispetto delle differenze e della libertà delle persone di scegliere.

Non è infatti solo la tradizione culturale e sociale ad aver fatto sì che gli uomini fossero privilegiati in certi lavori più che le donne o viceversa. Ma è anche vero che in passato alle donne non è stato permesso di svolgere un certo tipo di attività. Siamo passati dalla padella alla brace.

Donne attente al nuovo lavaggio del cervello in corso, sempre in nome di falsi miti di progresso (lo chiamano sempre progresso).

 

 

Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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