Berlusconi stanco e usato, stesso destino del daimyo Shingen Takeda

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Silvio non ce la fa più. Stanco, affaticato, ormai è del tutto evidente che gli anni si fanno sentire. Sta sulla scena dal 1994. In longevità politica ha superato Benito Mussolini. Sta male, si è ripreso? Ogni mese un malore.

Magari si ripresenterà in qualche comizio per sentirsi male in diretta, ha tutto il diritto di essere stanco. Ma è troppo importante per tutti: è l’unico tappo e viatico del centro-destra. I suoi lo sfruttano, lo usano, da decenni lo stanno spolpando. E quando di lui non resterà più nulla, si contenderanno pure le spoglie, il ricordo, all’insegna della retorica di ciò che è stato.

Povero Berlusconi, costretto in eterno a rassicurare via tel quelli che con un’immagine forte possono essere visti come i suoi vampiri. Da Forza Italia a s-forza Italia.

L’hanno massacrato a 360 gradi, amici e nemici. E ora in tema di inciucio, di prove tecniche delle future larghe intese col Pd, dopo il 4 marzo, i poteri forti europei e non solo, che lo hanno demonizzato, addirittura lo hanno riaccreditato come statista.

Esattamente lo stesso paradossale destino del daimyo Shingen Takeda, morto tre anni prima della famosa battaglia di Nagashino del 1573, sostituito (per felice e furba intuizione dei suoi fedeli molto interessati a non perdere terre e potere) da un sosia in elmo e corazza per spaventare e vincere i suoi avversari. Operazione che riuscì alla perfezione. Gli avversari feudali non si accorsero della sostituzione e furono sconfitti.

Stiamo parlando del film di Akira Kurosawa (1980) “Kagemusha, l’ombra del guerriero”. Silvio come il protagonista del film: sarà presto sostituito da un sosia?

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