Braccialetto Amazon. Cose da sapere tra lavoro, futuro e campagna elettorale

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Due anni fa Amazon ha depositato un brevetto per un dispositivo che segue il lavoratore in ogni movimento, utilizzando una tecnologia simile a quella impiegata per “controllare” i movimenti dei clienti nel supermercato senza casse appena aperto a Seattle dall’azienda di Jeff Bezos.

Il New York Times ha scritto che Amazon non ha voluto commentare la notizia del brevetto, ma che non ci sono per ora prove che voglia davvero produrre e far indossare ai suoi dipendenti i braccialetti elettronici: e d’altra parte è noto che aziende di quelle dimensioni depositano moltissimi brevetti anche solo per avvantaggiarsi sulla concorrenza, prima ancora di decidere se produrre, usare o meno quei dispositivi.

Come mai la storia è stata tirata fuori proprio adesso? Ieri Paolo Gentiloni ha detto: «è facile declamare sui temi del lavoro, ma la sfida ossessiva per chi governa è  di costruire lavoro di qualità e non lavoro con il braccialetto». Un riferimento alla notizia che i principali giornali italiani avevano riportato la notizia di un nuovo dispositivo progettato dalla grande società di e-commerce Amazon: un braccialetto elettronico da far indossare ai lavoratori dei suoi magazzini per rendere più efficiente il loro lavoro.

Altri politici si sono buttati sul tema. Laura Boldrini ha scritto su Twitter: «Braccialetto elettronico è modalità degradante e offensiva per dignità lavoratori. Lavorare non è un reato». Come abbiamo spiegato prima, però, il braccialetto elettronico non esiste, o per lo meno non esiste ancora. Tuttavia tutta questa vicenda, e le reazioni che si sono scatenate, portano a una serie di riflessioni sul prossimo avvenire del mondo del lavoro. Dario Di Vico ha scritto sul Corriere della Sera di oggi: «Non sappiamo se questo brevetto verrà utilizzato e in quali Paesi. In Italia sicuramente confligge con lo Statuto dei lavoratori e quindi tutto ciò non avverrà, ma al di là della sua applicazione pratica la sola notizia dell’invenzione del brevetto abbatte una barriera simbolica, l’efficienza comanda i movimenti delle mani con un dispositivo elettronico e tutto ciò fa gridare al nuovo schiavismo. Ma al di là dei commenti dei politici impegnati nella campagna elettorale l’unico risultato concreto che il trambusto sul «brevetto schiavista» avrà sarà quello di rendere ancora più difficile l’evoluzione delle relazioni industriali in Amazon, almeno in Italia.

Il tema degli errori di spedizione si può tranquillamente affrontare non solo con tecnologie “amiche” ma anche negoziando un’organizzazione del lavoro capace di conciliare l’efficienza operativa con il rispetto della persona. Basta ad esempio turnare gli addetti alla spedizione con maggiore frequenza di quanto si faccia. Il buon senso però di questi tempi è merce rara e non si compra online».

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