Macerata, Traini era una “persona tranquilla” e un “bravissimo figlio”

In Rilievo

E’ rinchiuso nel carcere di Montacuto, ad Ancona e si trova in isolamento. Luca Traini, il 28enne che sabato scorso ha sparato all’impazzata puntando su un gruppo di extracomunitari, deve rispondere dell’accusa di tentata strage con l’aggravante dell’odio razzista.

Domani nel pomeriggio ha l’interrogatorio di garanzia, oggi invece ha incontrato il suo legale Giancarlo Giulianelli che ha riferito che l’uomo “ha rivendicato il gesto, ma ha detto di aver fatto uno sbaglio. Per il resto, il ragazzo ancora non si rende bene conto degli effetti provocati dalle sue azioni”.

La difesa del 28enne di Tolentino potrebbe puntare su una non ben definita ‘incapacità mentale’ anche perchè non solo il legale continua a dire che Traini “è una persona assolutamente tranquilla”, anche se è evidente ha “una personalità disturbata”.

Anche la madre dice che è “sempre stato figlio bravo”. “Voglio andare in carcere, voglio andare a trovarlo e guardarlo negli occhi, perché quello che ho da dirgli glielo dirò direttamente” ha detto Lucia Sciciani, al giornale on line ‘Cronache maceratesi’ definendo una “tragedia” la caccia al nero organizzata da suo figlio per vendicare la morte di Pamela. La donna ha anche un altro figlio, Mirko. Chissà se i familiari di Traini sapevano di quanto ritrovato proprio nella casa di via Brodolini, dove oggi sono chiusi nel silenzio: hanno sequestrato il Mein Kampf, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni di estrema destra.

Alle porte di Macerata invece vive il padre Enzo e altri familiari con cui Traini ha vissuto fino a due anni fa per poi allontanarsi per tornare dalla madre. “Era una normale, mai dato segni di squilibrio. Chissà cosa gli è successo nella testa, siamo tutti scioccati” sono le parole della zia.

Fatto sta che anche al legale non risulta che il giovane fosse in cura da uno psichiatra come invece è sembrato nelle ultime ore. Certo, a leggere l’informativa dei carabinieri, già sul tavolo del procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio, Traini durante una dichiarazione spontanea agli agenti avrebbe detto che il fenomeno dell’immigrazione clandestina andava “stroncato”.

Insomma, se quello che pensava era di sparare a tutti gli immigrati, una personalità proprio tranquilla per ora non sembra.

Era un criminale o andava curato, doveva essere rieducato o l’eventuale presenza di una malattia mentale è qualcosa di determinante? Se è vero che anche la psichiatria non è una scienza esatta, si gioca tutto queste analisi il futuro di Traini.

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