Et voilà, Macerata è diventata un “problema politico”: colpa dei fascisti

Politica

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Cosa c’entra il fascismo con Pamela? La dichiarazione di Giorgio Gori, il candidato governatore della Lombardia per il centrosinistra su Macerata, è la dimostrazione di quello che abbiamo anticipato ieri.

La politica si spingendo ad occuparsene rischiando la strumentalizzazione politica? Sembra che si eviti il vero ragionamento di fondo, il filo-conduttore che sta dietro a tutte le follie di questi tempi: droga, sesso, solitudine, giovani alla deriva, trattamenti sanitari che non funzionano, città ridotte a Bronx, politiche folli di immigrazione che accendono sempre più il razzismo della gente.

Andiamo a vedere infatti i commenti del giorno sul caso Pamela e Traini.

Per il sindaco di Bergamo dem infatti le manifestazioni di personalità così disturbate come quella di Traini (mica quella di Oseghale che ha cosparso il corpo di Pamela di ammoniaca dopo averla fatta a pezzi ed avergli asportato gli organi, sic) trovano una sostanziale copertura politica (Saviano aveva parlato di mandanti morali) da parte di tutti quelli che ogni giorno inneggiano alla difesa della ‘razza bianca’ contro l’invasione.

Insomma Macerata, purtroppo per la piccola e innocente Pamela più che per altro, sta diventando un tema politico che oggi, nelle parole a Omnibus su La7 di Gori, vede al centro l’allarme lanciato dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio sul riaffacciarsi in Italia di metodi fascisti.

Sul sindaco di Macerata che ha chiesto che fossero cancellate nella sua città sia le manifestazioni dell’Anpi sia quelle dell’ultradestra, Gori ha risposto: “Non so se ci sia stata una richiesta in tal senso da parte del Viminale. Certo fa impressione che siano sullo stesso piano due manifestazioni del pensiero così diverse e che l’Anpi debba fare marcia indietro, come se non ci fosse motivo, di fronte ai fatti di Macerata e la tentata strage da parte di Traini, di rialzare le ragioni dell’antifascismo”.

“Io penso – ha aggiunto – che forse la scelta sia stata dettata da una motivazione di ordine pubblico, non credo ci sia la volontà di sotterrare gli argomenti. Questo non vuol dire mettere in sordina una giusta e secondo me sacrosanta manifestazione di allarme per il ritorno di un pensiero fascista”.

A metterci il carico da venti, si è aggiunto il ministro della Giustizia Andrea Orlando che a ‘Circo massimo’ su Radio Capital, ha commentato le dichiarazioni dei due leader del centrodestra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi che “si qualificano per quello che sono, ossia – ha detto – degli irresponsabili. Perchè dare anche lontanamente una qualche forma di giustificazione a un comportamento criminale e terroristico e un modo di sdoganare questo tipo di comportamenti e di dargli un valore politico. E questo e’ un rischio enorme”.

Poi il ministro ha addirittura raccontato di aver subito minacce: “Ci sono state minacce nei miei confronti e della mia famiglia, messaggi minacciosi. Per fortuna stato cresciuto dai comandanti partigiani che mi hanno insegnato che i fascisti non vanno tenuti in considerazione, al momento buono sono sempre scappati, non mi fanno paura”.

Diciamolo subito a tutti, a destra e sinistra: non c’è bisogno dei tanti, troppi, seminatori di odio. Ricordiamo ancora gli appelli degli intellettuali di sinistra “né con lo Stato né con le Br”. Sappiamo l’ideologia a cosa può portare, anche quella di sinistra.

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