Becchi choc: “Scempio su Pamela come camere a gas naziste”

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La nuova autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro ha evidenziato che potrebbe essere stata violentata e uccisa prima di essere fatta a pezzi. Per il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale chi ha fatto tutto questo “non meriterebbe nemmeno di essere paragonato ad una bestia”. Dal nuovo esame autoptico svolto dal professor Mariano Cingolani, prenderebbe forma l’ipotesi dell’omicidio che fino ad ora sembrava esclusa. Da quanto Cingolani ha potuto rilevare esaminando i resti della povera ragazza, il cui cadavere fatto a pezzi è stato poi trasportato in due valigie lontano dall’abitazione del pusher nigeriano Innocent Oseghale, sussisterebbero sul corpo della vittima segni di morte violenta. Non solo, il cadavere sarebbe stato smembrato con meticolosità e da persone esperte proprio al fine di far sparire ogni traccia.

Professore , emergono particolari raccapriccianti sulla morte di Pamela. Eppure si continua a parlare di fascismo come se tutto ciò non fosse nulla rispetto al gesto, pur grave e deprecabile, di Luca Traini. 

“Queste ultime analisi mi sconvolgono. Di omicidi ce ne sono sempre stati, quindi una persona che ne uccide un’altra commette un reato che però è insito nella storia umana. Impossibile pensare che non possano avvenire mai più omicidi, sarebbe pura utopia. Ma qui si è andati oltre. C’è un corpo macellato, smembrato, fatto a pezzi. Badate bene che qui siamo oltre l’aspetto animalesco dell’essere umano. Un leone può pure fare a pezzi una gazzella per mangiarla, ma non farà mai a pezzi un altro della sua specie. Allora mi chiedo: chi ha fatto questo è un essere umano?”.

E la risposta?

“La risposta è sì, chi ha pensato e fatto tutto questo purtroppo è un essere umano, non è un animale. Di fronte a tutto questo il dibattito si è incentrato su aspetti del tutto irrilevanti, come la presunta morte per overdose, il fatto che Pamela aveva acquistato una siringa o che possa essersi concessa al pusher per avere la dose di eroina. Come se la macellazione del cadavere e il fatto che possano esistere in Italia persone capaci di fare una cosa del genere sia un fatto normale. E non sto parlando di immigrati. L’avesse fatto un bianco sarebbe stata la stessa cosa”.

Eppure il dibattito da giorni è incentrato sul gesto di Traini e sul rischio di un nuovo fascismo in Italia. Come commenta?

“Ma quale fascismo? Semmai qui sarebbe più opportuno parlare di razzismo se ci riferiamo al caso di quell’altro squilibrato che ha sparato sui nigeriani. Gesto riprovevole, ripugnante, ma non possiamo indignarci per questo e trascurare l’altro aspetto, quello di esseri umani capaci di martoriare il corpo di una giovane. Se poi addirittura è vero che prima di smembrare il cadavere, potrebbero averla anche violentata e ammazzata in modo così atroce, allora davvero ci sarebbe da invidiare le bestie più feroci che rispettano i propri simili e la propria specie. Paradossalmente sono più razionali di noi umani. Anche perché non dimentichiamo che la civiltà umana si fonda sul rispetto dei morti e dei cadaveri”.

Salvini a sinistra è stato additato come “mandante morale” del gesto di Traini. Secondo lei quali ripercussioni queste vicende potranno avere sulla campagna elettorale? 

“Forse il termine le sembrerà eccessivo ma io ci ho visto una strategia della tensione. Hanno cavalcato il caso di Macerata per colpire Salvini, ma alla fine otterranno l’effetto boomerang. La gente non ci casca più. L’antifascismo come sosteneva Amadeo Bordiga è il peggior prodotto del fascismo e oggi ne abbiamo la dimostrazione. Al fascismo non crede più nessuno se non una certa sinistra che ha bisogno di resuscitare ogni volta questo pericolo. Ma penso che alla fine l’accusa di fascismo finirà con l’avvantaggiare il centrodestra. Perché di fronte agli elettori è la migliore prova dell’assenza, da parte degli avversari, di seri argomenti per combatterlo”.

Il fascismo di Traini dunque contro il tribalismo degli assassini di Patrizia. E’ lotta fra due mostri?

“La politica non c’entra, il fascismo non c’entra, il razzismo c’entra fino ad un certo punto, il tribalismo non so. Il problema è che la campagna elettorale ci sta facendo perdere il lume della ragione. Il dato di fatto è che in passato c’è stato il nazismo e ci sono state le camere a gas, c’è stato il comunismo e ci sono stati i gulag, oggi c’è stata Pamela. Alla fine la domanda è sempre la stessa. Fino a che punto può spingersi l’essere umano? Non interrogarsi su questo è decisamente l’aspetto più grave e allarmante di tutta la vicenda”.

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