Siamo andati vicinissimi a una nuova guerra in Medio Oriente

Esteri In Rilievo

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Sabato, un aereo F16 israeliano è stato abbattuto dai sistemi di difesa siriani, precipitando nei pressi del villaggio israeliano di Harduf. Secondo l’esercito israeliano il jet abbattuto era di ritorno dalla Siria, dove alle prime luci del mattino Israele ha condotto 12 raid su diversi obiettivi militari. Lo scontro si era acceso in seguito a quella che Israele ha definito l’incursione di un drone. «Un elicottero da combattimento ha intercettato con successo un drone iraniano lanciato dalla Siria e infiltrato in Israele: il velivolo è stato identificato dai sistemi di difesa aerea in una fase iniziale ed è rimasto sotto sorveglianza fino all’intercettazione. In risposta, le Forze di difesa israeliane hanno preso di mira obiettivi iraniani in Siria», hanno dichiarato i militari israeliani. In una successiva dichiarazione un portavoce militare ha aggiunto che Israele considera «l’Iran responsabile per questa grave violazione della sovranità israeliana». Secondo i media, la base da cui è partito il drone iraniano si trova a Tadmor, nel deserto siriano.

La guerra nei cieli del Medio Oriente non è stato un fulmine a ciel sereno. Da mesi la situazione al confine tra Siria, Libano e Israele è tesissima: il governo israeliano sta infatti cercando di proteggere a ogni costo il suo confine con la Siria e tenere lontane le milizie sciite appoggiate dall’Iran e alleate del presidente siriano Bashar al Assad. Ufficialmente Tel Aviv non partecipa alla guerra in Siria ma non può ignorare del tutto quanto sta succedendo.  Israele considera Hezbollah e l’Iran come minacce dirette alla propria sicurezza nazionale, e per questo ha continuato ad attaccare depositi e convogli di armi diretti a Hezbollah, gruppo libanese sciita alleato all’Iran e ad Assad.

Per capire cosa sta succedendo in Medio Oriente bisogna guardare lontano dal Mediterraneo, in Russia. E’ stata Mosca a tenere in piedi il regime di Assad con il suo sostegno militare e logistico. Questa situazione rappresenta una grossa preoccupazione per gli Stati Uniti che non vogliono che la Russia diventi l’artefice di una completa vittoria militare di Assad. Come ha scritto Bernard Guetta su Internazionale «Israele non vuole farsi stringere nella morsa iraniana. La situazione si aggrava, non solo in Siria ma in tutto il Medio Oriente».

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