Omosessualità, Parola di Dio in base a tempi per la Chiesa. Ma se divina?

mercoledì, 14 Febbraio 2018
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La Chiesa cambia, ma la Parola di Dio dovrebbe restare tale. E invece, la Chiesa che cambia vuol cambiare anche Dio? E’ scoppiato un putiferio sulle parole di James Martin, gesuita e consulente vaticano in materia di comunicazione. che avrebbe detto: “La dottrina cattolica sull’omosessualità dovrebbe essere contestualizzata sulla base dei tempi in cui è stata scritta la Bibbia”. Apriti cielo, la parola di Dio soggetta ai tempi. Una rivoluzione vera e propria che non è passata inosservata.

Da quando l’ha detta, era il 31 gennaio scorso, durante un intervento in una scuola dei gesuiti, si sono aperte polemiche e discussioni teologiche sui giudizi e le prescrizioni sull’omosessualità contenuti all’interno del testo sacro della religione cristiana ed ebraica. Parlare di un particolare momento storico non è coerente con la nostra fede secondo i cattolici formati.

Perché? Perché la Paroladi Dio non è relativizzabile.

Se è vero, come crede un cristiano, che la Parola esisteva molto prima di ogni altra creatura (“In principio era la Parola […]. Questi era in principio con Dio”, Giovanni 1:1, 2. Gesù è “il primogenito di tutta la creazione. […] Egli è prima di tutte le altre cose” Colossesi 1:13-15, 17), il principio può sbagliare e l’uomo può superare ed evolvere rispetto al creatore e al Verbo. Ma allora non è Dio.

Altro punto fondamentale: “La Parola venne sulla terra come essere umano. Giovanni infatti disse: “La Parola è divenuta carne e ha risieduto fra noi” (Giovanni 1:14). Cristo Gesù “vuotò se stesso e prese la forma di uno schiavo, divenendo simile agli uomini” (Filippesi 2:5-7)”.

E poi, lo dice sempre la Scrittura, la Parola possiede qualità divine. La Bibbia dice: “La Parola era un dio” o, secondo un’altra traduzione, “era divina” (Giovanni 1:1; An American Translation). Gesù è “il riflesso della sua [di Dio] gloria e l’esatta rappresentazione del suo stesso essere” (Ebrei 1:2, 3).

Insomma può una divinità essere relativa? Ai teologici la sentenza.

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