Voto, il sondaggio “fake” del Corriere: leggiamolo in controluce

Politica

Il Corriere e il suo sondaggio “senza Rosatellum”: come si andrà al voto? Sarà l’Italia dell’inciucio e di Robespierre. Cos’hanno in comune Renzi, Berlusconi, Di Maio: le vere fakenews, l’imbroglio, la menzogna, la truffa politica. Questa campagna elettorale è tutta all’insegna della falsità e del raggiro nei confronti dei cittadini. Non solo promesse improponibili e senza copertura economica (il gioco della virtualità mediatica), ma parole, idee, analisi vuote, sbagliate, mirate esclusivamente a catturare la buona fede.

I SONDAGGI ‘INCIUCISTI’. Oggi il Corriere della sera se ne esce con un sondaggio che va letto in modo “duale”. Da una parte, quel titolo “Niente maggioranza dopo il 4 marzo” sembrerebbe spronare gli italiani a decidersi veramente, a non rifugiarsi nell’astensione e scegliere definitivamente o il centro-destra, o il centro-sinistra o i grillini. Dall’altra, fa capire (questa è la realtà) che, in ogni caso, nascerà il governissimo, o il governo dell’inciucio, delle strette o larghissime intese, di minoranza o di scopo, o del presidente. Certamente gradito ai poteri forti, alla Ue, a Macron. Un esecutivo simil-Monti, con Draghi, Calenda e cloni.

Un pateracchio che vedrà insieme il Pd, Forza Italia e, giocando d’anticipo, purché gli venga assicurato da Mattarella il boccino del primo giro (il mandato esplorativo), pure il Movimento 5 Stelle. Bisognerà vedere se il capo dello Stato per prassi affiderà il gioco a chi ha preso più voti o a chi ha le carte per governare (e cioé, le coalizioni).

Come interpretare diversamente quei dati che vengono enfatizzati oggi per condizionare e o preparare l’opinione pubblica? Centro sinistra 158 seggi alla Camera, centro-destra 283. Movimento 5Stelle 152, addirittura terzo.

Quello che il sondaggio non dice (i dati vanno letti in chiave proporzionale non maggioritaria), è che i grillini si presentano da soli e che nel computo del Corriere vengono dati per scontati i numeri complessivi dei poli, che invece vanno divisi (ammesso che rimangano uniti dopo il 4 marzo). Considerando questo schema, ossia, la matematica, i grillini tornano in testa, come mera maggioranza numerica non in grado di governare, a meno che non si aggreghi alla grande coalizione. E poi, bisogna vedere, se Fratelli d’Italia e Lega, faranno comunque parte dello schieramento di centro-destra, qualora Silvio voglia mantenere il disegno inciucista (ha detto che si accontenterebbe pure di Gentiloni). E sul versante opposto, perché conteggiare Liberi e uguali come fronte del centro-sinistra a guida Pd? La partita è tutta da giocare? Nelle fake mettiamoci anche il Corriere (la sua lettura maggioritaria è mendace).

FINE DELL’ONESTA’? Chi di onestà colpisce, di onestà perisce. E’ la sindrome di Robespierre: c’è sempre qualcuno più puro di te che ti ghigliottina. Dimostrazione che l’onestà non può essere una categoria della politica, semmai è una precondizione morale che dovrebbe formare e caratterizzare i politici. Costruire un partito sulla moralità lo si espone a figure barbine, che rischiano di far crollare tutto il castello. Posti i dubbi sulla tempistica dell’inchiesta televisiva sui grillini inadempienti e sulla legittimità delle gole profonde interne, evidentemente insoddisfatte dalla collocazione nelle liste elettorali, il panorama in casa-Di Maio è sconsolante. Candidati massoni (Lello Vitiello, Pietro Landi e Bruno Azzerboni), dirigenti e parlamentari che avrebbero disobbedito (se i fatti saranno definitivamente accertati), e in alcuni casi avrebbero pure finto di effettuare i famosi bonifici al fondo salva-aziende (siamo giunti a quota 14 parlamentari). Un bel colpo per il giovane candidato premier che non sa più che pesci pigliare: “Ho chiesto loro di rinunciare”. Troppo poco per un partito perfetto e giacobino.

Insomma, un partito capace unicamente di demolire la classe politica, unendo il populismo di destra e il moralismo post-tangentopoli della sinistra, ma incapace di governare, laddove ci è riuscito (Roma, Livorno, Torino), e debole nel mantenimento dell’immagine moralizzatrice, il suo dna.

Concludendo: se destra e sinistra sono la vecchia politica, arrampicata su categorie morte (destra e sinistra), partiti e uomini fallimentari come bilancio politico, non credibili sui valori (sono tutti uguali, liberali in politica, liberisti in economia e laicisti sui temi etici); la presunta alternativa (i grillini), si sta rivelando uguale e contraria alla casta. Semplicemente una nuova casta.

Ormai il vero bipolarismo italiana è casta-casting. Bande di potere, ceto politico contro fiction, bugie, spettacolo.

Di Fabio Torriero

 

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